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Archivio CCR

17mc50-AL-2013_Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, P. Piffetti, Medagliere, inv. 2468
Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Medagliere Piffetti Inv. 2468 - corpo superiore prima del restauro
Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Medagliere Piffetti Inv. 2468 - corpo inferiore prima del restauro
Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Medagliere Piffetti Inv. 2468 verso - prima del restauro
Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Medagliere Piffetti Inv. 2468 - prima del restauro
Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Medagliere Piffetti Inv. 2468 - durante il restauro
Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Medagliere Piffetti, inv. 2468 - analisi UV
Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Medagliere Piffetti, inv. 2468 - analisi UV
Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Medagliere Piffetti, inv. 2468 - analisi UV
Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Medagliere Piffetti, inv. 2468 - radiografia digitale corpo superiore
Immagine5a_corpo inferiore TAC sezione frontale.png
Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Medagliere Piffetti, inv. 2468 - radiografia digitale particolare
Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Medagliere Piffetti inv. 2468 - dopo il restauro
17mc50-AL-2013_Piffetti_mobile_medagliere_2468
Relazione tecnica di restauro

17mc50-AL-2013_Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, P. Piffetti, Medagliere, inv. 2468



Descrizione facilitata:
 

Il medagliere è un mobile di legno che serve a conservare le monete e le medaglie. Nella parte bassa ha dei cassetti e in alto un armadio con specchio. 
Pietro Piffetti ha realizzato il mobile nel 1739. 
Il medagliere è conservato alla Palazzina di Caccia di Stupinigi. 
Il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale ha restaurato il medagliere nel 2013. 
I restauratori hanno inserito il medagliere in una camera anossica, una camera senza ossigeno che serve a eliminare gli insetti che mangiano il legno.
Hanno pulito il mobile e lo specchio.
Hanno usato un aspiratore per pulire dentro il mobile e i cassetti. 
Hanno riparato la gamba rotta con colla e pezzi di legno.
Hanno incollato le tessere di legno staccate.
Hanno inserito tessere di legno nelle parti rovinate.
Hanno colorato le nuove parti di legno per imitare la decorazione di quelle originali.
Alla fine hanno messo un prodotto contro gli insetti che mangiano il legno e una vernice protettiva.

 

 

 

 

Abstract dell'intervento:

 

Restauro

Il Medagliere di Pietro Piffetti è conservato presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi (Appartamento del Re, Camera da letto). Prima del restauro l'opera è stata sottoposta a una campagna diagnostica per approfondire la conoscenza dei materiali e della struttura (fluorescenza ultravioletta e radiografia digitale). Parte del progetto diagnostico è rientrato nello studio di tesi sull'impiego della tomografia assiale computerizzata a raggi X nel restauro dei beni culturali a cura di Novella Coviello. 


Il restauro dell'opera è iniziato con una disinfestazione in camera anossica per un periodo di tre settimane. Le parti lignee non intarsiate sono state pulite con etanolo, mentre per lo specchio è stata utilizzata una soluzione di acqua ed alcool. Il tessuto interno e gli scomparti interni ai cassetti sono stati puliti meccanicamente con aspiratori, la rimozione dei depositi atmosferici è stata effettuata su tutta la superficie con una soluzione di triammonio citrato al 3% in acqua e i sedimenti più consistenti sono stati rimossi meccanicamente a bisturi.
La rottura della gamba è stata consolidata facendo aderire le parti con colla vinilica e con l’inserimento di due perni in legno di noce. Le tessere di tarsia sollevata sono state fatte aderire al supporto per mezzo di colla animale d’ossa, mentre le tessere lignee mancanti sono state integrate con la stessa essenza lignea.
Le tessere in avorio sono state fissate al supporto con colla animale d’ossa e sono state integrate cromaticamente con colore acquerello per imitare l’incisione. Sul retro di tutte le parti integrate è stato steso uno strato di bismuto per poterle rendere radiopache ed individuarle per mezzo di analisi multispettrali.
I pomelli dei cassetti interni mancanti sono stati ricostruiti utilizzando avoriolina (per renderli riconoscibili) e applicati al supporto mediante viti.
Le piccole lacune presenti sulla tarsia in avorio e sulla superficie lignea sono state colmate con stucco composto da cera mescolata a pigmenti.
Le fessurazioni della fodera sono state integrate con la stessa essenza e ancorate con colla animale d’ossa. Infine, si è proceduto alla disinfestazione preventiva con soluzione antitarlo e alla stesura di vernice protettiva finale.

 

Bibliografia

N. Coviello, La Tomografia Assiale Computerizzata a raggi X: una tecnica di imaging per lo studio di Beni Culturali, tesi di laurea, Scuola di Scienze della Natura Corso di studi in Scienze per i Beni Culturali, Università degli studi di Torino, prof. A. Re, a.a. 2013-2014.