Archivio CCR
01-SL-2008_Torino, Museo d'Arte Orientale, Tamon-Ten, inv. Js/13
Descrizione facilitata:
Il Tamon-Ten è una scultura giapponese di legno dipinto del 1600 circa.
La scultura rappresenta il guardiano del Nord.
Il Tamon-Ten è il capo dei Re Celesti che sorvegliano i quattro punti cardinali (nord, sud, est, ovest).
Il Tamon-Ten è vestito come un guerriero e seduto su una roccia.
Oggi è conservato al Museo d'Arte Orientale di Torino.
Il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale ha restaurato la scultura nel 2008.
I restauratori hanno steso con il pennello un prodotto per eliminare gli insetti xilofagi (insetti che si nutrono del legno e danneggiano l’opera).
Dopo i restauratori hanno consolidato (reso più stabili) le parti di colore che si stavano staccando.
I restauratori hanno fatto una pulitura della scultura (pulito la superficie dell’opera d’arte dallo sporco depositato nel corso del tempo).
Il dito della mano sinistra del Tamon-Ten aveva una lacuna (parte mancante).
I restauratori hanno integrato (ricostruito la parte mancante) il dito della mano sinistra con legno e stucco (strato bianco di gesso e colla).
Poi hanno colorato con acquerelli la parte del dito ricostruita per renderla simile alle altre dita.
Alla fine hanno fatto le integrazioni pittoriche (ricostruito con il colore le lacune e i graffi della superficie).
Abstract dell'intervento:
La scultura lignea Tamon-Ten, guardiano del Nord, rappresenta il capo dei quattro Re Celesti che sorvegliano i punti cardinali. La statua è stata acquistata dalla Compagnia di San Paolo sul mercato americano. Il restauro, finanziato dalla Fondazione per l'Arte della Compagnia di San Paolo, è stato finalizzato all'esposizione dell'opera presso il Museo d'Arte Orientale (MAO) di Torino, aperto al pubblico nel 2008. L'opera si trova in deposito permanente presso il MAO.
Restauro
L’intervento è iniziato con una disinfestazione tramite l’applicazione a pennello di permetrina. Successivamente sono stati consolidati con colla i sollevamenti degli strati preparatori e della pellicola pittorica. È stata quindi eseguita una spolveratura generale, seguita da una pulitura superficiale della policromia con emulsione grassa. Nelle parti con forti annerimenti sono state utilizzate un’emulsione grassa con il coccocollagene e una soluzione chelante, mentre sulle due bretelline metalliche, dove erano presenti patine grasse e prodotti di corrosione del rame, è stata eseguita una pulitura tramite una soluzione di EDTA trisodico al 10%. È stata poi ricostruita la prima falange del dito della mano sinistra con legno di cipresso Hinoki, poi stuccato e accordato cromaticamente con velature.
Infine su tutta la superficie è stato eseguito un intervento di integrazione pittorica con velature ad acquerello.
Bibliografia
- M.C. Canepa, V. Parlato, T. Radelet, B. Rinetti, Tecnica di esecuzione, stato di conservazione, intervento di restauro, in "Restaurare l'Oriente. Sculture lignee giapponesi per il MAO di Torino", a cura di P. Brambilla Barcilon, E. Mello, Nardini, Firenze, 2008, pp. 48-57;
- E. Mello, M. Ravera, Analisi della struttura e risultati della TAC, in "Restaurare l'Oriente. Sculture lignee giapponesi per il MAO di Torino", a cura di P. Brambilla Barcilon, E. Mello, Nardini, Firenze, 2008, pp. 58-61;
- M. Nervo, T. Poli, Analisi scientifiche, in "Restaurare l'Oriente. Sculture lignee giapponesi per il MAO di Torino", a cura di P. Brambilla Barcilon, E. Mello, Firenze, Nardini, 2008, pp. 62-65.


















