CENTRO CONSERVAZIONE RESTURO La Venaria RealeHome / Arredi lignei – caso studio

Case Histories

Berlina di gala napoleonica, Parigi, 1805/10 ca.

Jean-Ernest-Auguste Getting

Il restauro della carrozza di Stupinigi è partito dall’incrocio tra i dati storici e il riscontro materico sull’opera, coinvolgendo un team di restauratori di arredi lignei, manufatti tessili e manufatti metallici, diagnosti e storici dell’arte.

Le fonti archivistiche e l’ampia bibliografia sulla carrozza riportavano l’indicazione di una stratificazione degli stemmi presenti sulle due portiere, sul fronte e sul retro dell’opera marchiata dal carrozziere Getting, come si è rilevato in diversi punti della struttura.
Lo stemma imperiale napoleonico, che già ad una prima analisi risultava ridipinto, denunciava disomogeneità e stratificazioni che lasciavano supporre strati sottostanti.

Approfondimento sulle indagini scientifiche

Grazie all’ausilio di riflettografie all’infrarosso, comunemente utilizzate per lo studio dei dipinti, potenziate per una lettura più in profondità (IR3 a 2700 nanometri), si è potuto andare oltre il visibile senza bisogno di rimuovere la superficie ridipinta. Al di sotto dell’arma imperiale non originale, è emerso in modo nitido lo stemma di Maria Luigia d’Austria, duchessa di Parma dal 1814 al 1847, quindi successivo alla caduta dell’impero napoleonico.
Indagando ulteriormente, attraverso le analisi multispettrali e microprelievi stratigrafici è stata documentata un’ampia area abrasa al di sotto dello stemma di Maria Luigia con piccole porzioni di colore che consentono di affermare la presenza di una raffigurazione araldica precedente a quella della duchessa di Parma, probabilmente riconducibile all’originale stemma napoleonico.

Il restauro

Analogamente, il resto della superficie aveva subito manutenzioni e variazioni cromatiche, frutto di verniciature eseguite per uniformare i segni di incisioni, abrasioni e cadute di colore. La doratura aveva una pesante patina di vernici pigmentate che il restauro ha assottigliato. Sulla cabina, oggi dipinta in nero, sono emerse tracce di una coloritura blu intenso, così come il verde delle ruote e del treno doveva originariamente apparire in tonalità azzurro chiaro. I colori originari della carrozza dovevano quindi essere interamente nelle tonalità dell’azzurro e dell’oro in pendant anche con i tessuti originali dell’interno della carrozza in seta e velluto.

Gli stemmi imperiali oggi visibili, eseguiti per esigenze di mercato al momento della vendita alla metà del XIX secolo, furono sicuramente integrati al momento del restauro della carrozza nel maggio del 1955, prima del passaggio alla Palazzina di Caccia di Stupinigi.

L’attuale restauro ha affrontato per la prima volta in modo scientifico lo studio della carrozza e la scelta è stata di mantenere traccia della successione di tutte le fasi della vita dell’opera: dalla prima versione decorativa alla musealizzazione come cimelio napoleonico.

A partire dal mercoledì 5 maggio 2021, in seguito al restauro condotto al Centro, la carrozza di Napoleone è esposta nella Scuderia Grande della Reggia di Venaria, inserita nel percorso di visita Teatro di Storia e Magnificenza.