Il laboratorio dedicato ai dipinti su tela è stato progettato per accogliere e lavorare su opere di grande formato, uno dei principali ambiti di specializzazione del settore.
In questi anni ha potuto arricchire le proprie esperienze e competenze grazie a casi di studio importanti su opere di Palma il Giovane, Tintoretto, Veronese, Bassano, Giulio Cesare Procaccini.
Numerosi sono anche gli interventi su nuclei di opere assimilabili per tipologia o provenienza collezionistica, provenienti dalle residenze sabaude e da importanti musei italiani (Galleria Sabauda di Torino, Pinacoteca di Brera, Musei Civici di Padova, Oratorio della Compagnia di San Paolo, Castello di Racconigi, Pinacoteca di Varallo Sesia).
In linea con l’approccio che accomuna tutti i settori del Centro, il Laboratorio promuove una metodologia interdisciplinare che si avvale di competenze storico-artistiche, scientifiche e tecniche.
Lo staff del Laboratorio è inoltre coinvolto nei progetti di conservazione preventiva ed è costantemente impegnato nella manutenzione programmata delle Residenze sabaude e nell’allestimento di mostre temporanee con condition reporting.
Direttore dei laboratori
Michela Cardinali
Vice direttore dei laboratori
Roberta Genta
Responsabile di area
Paola Buscaglia
Coordinatore
Maria Grazia Zenzani
Restauratori
Alessandra Destefanis,
Alessandro Gatti,
Valentina Parlato,
Davide Puglisi
Storico dell’arte
Marianna Ferrero
CASO STUDIO

Jacopo Negretti (detto Palma il Giovane)
Celebrazione della vittoria della battaglia di Lepanto
post 1571
Verbania, Villa San Remigio
L’intervento sul grande dipinto su tela raffigurante la Celebrazione della battaglia di Lepanto di Palma il Giovane, proveniente da Villa San Remigio a Verbania, ha previsto la collaborazione di diversi Enti ed è stato condotto grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino (nell’ambito del Bando “Cantieri diffusi” 2018), del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, del Comune di Verbania e dei fondi del 5 per mille del Ministero dei beni e delle attività culturali.
CASO STUDIO

Giulio Cesare Procaccini
Ultima cena
1618
Genova, Chiesa della SS. Annunziata del Vastato
Le grandi dimensioni dell’opera, circa 40 metri quadri, e la complessità del suo restauro hanno richiesto il coinvolgimento di 9 restauratori del Centro e di 4 ex allievi del Corso di Laurea. L’opera è stata preliminarmente studiata e il restauro avviato con 2 tesi di laurea che hanno affrontato principalmente i problemi legati al supporto e alla metodologia di pulitura.
CASO STUDIO

Giulio Cesare Procaccini
Stendardo
1615-1620
Milano, Pinacoteca di Brera
PROGETTO CONSERVING CANVAS
Nella cornice dell’iniziativa Conserving Canvas, promossa dalla Getty Foundation, il Centro ha presentato un progetto incentrato sul trattamento strutturale delle tele dipinte su due lati, che ha previsto diverse attività di formazione professionale legate al complesso recupero conservativo di uno stendardo dipinto fronte e retro di Giulio Cesare Procaccini della Pinacoteca di Brera.
[In fotografia: dettaglio dell’opera]
CASO STUDIO

Aurelio Luini
Miracolo del paralitico risanato
1576
Pinacoteca di Varallo
Il dipinto a tempera magra su tela del pittore milanese Aurelio Luini, datato al 1576 circa, proviene dalla Pinacoteca di Varallo. L’opera fu realizzata con funzione di apparato effimero che doveva presentare al visitatore il contenuto di una delle Cappelle del Sacro Monte.
Per le sue caratteristiche tecniche ed esecutive e l’entità dei degradi che presenta, ha rappresentato un caso di studio di grande interesse, intorno al quale è stato sviluppato un ampio progetto di ricerca, restauro e valorizzazione.
[In fotografia: dettaglio dell’opera]
CASO STUDIO

Andrea Schiavone
Adorazione dei Magi
1547
Veneranda Biblioteca Ambrosiana
L’Adorazione dei Magi di Andrea Schiavone rappresenta uno dei capolavori del pittore e incisore dalmata, attivo a Venezia tra gli anni Quaranta e Sessanta del XVI secolo. L’intervento di restauro ha permesso di approfondire la storia dell’opera e i procedimenti tecnici adottati dall’artista.
Per le straordinarie qualità tecniche e per la complessità dell’intervento, il dipinto è stato anche oggetto di un percorso di formazione per gli allievi del Corso di Laurea in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali (Università degli Studi di Torino in convenzione con il CCR).
Al termine del restauro, un evento espositivo speciale in Pinacoteca Ambrosiana ha restituito al pubblico il lavoro svolto dal Centro.
[In fotografia: dettaglio dell’opera]


















