
Tra le opere di punta del Padiglione Italia all’Expo 2025 di Osaka, è esposto fino al 13 ottobre il Ritratto di Itō Mancio di Domenico Tintoretto, protagonista di un progetto di valorizzazione scientifica e tecnologica che incarna l’incontro virtuoso tra arte e scienza.
Realizzato nel 1585, il dipinto rappresenta una tappa cruciale nella storia delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, segnando il primo contatto ufficiale tra i due Paesi. Conservato nella Collezione della Fondazione Trivulzio di Milano, il ritratto è presentato insieme a un video immersivo che racconta la campagna di indagini diagnostiche condotte dal Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale”, con il sostegno della Fondazione Bracco.
Il team scientifico del CCR – affiancato da alcuni restauratori del Centro e da professionisti dell’Università degli Studi di Milano, dell’Università di Milano-Bicocca e di DeepTrace Technologies, spin-off della IUSS-Scuola Universitaria Superiore Pavia – ha eseguito analisi non invasive sull’opera, offrendo al pubblico uno sguardo inedito sui materiali e sulle tecniche utilizzate dall’artista. Grazie alla scienza, è possibile esplorare tanto gli strati più superficiali quanto quelli più profondi del dipinto, portando alla luce dettagli nascosti e offrendo una nuova lettura del ritratto nella sua complessità.
Quando ricerca e innovazione nascono dalla collaborazione, il patrimonio italiano diventa fonte d’ispirazione per il mondo, trasformando la conoscenza in un’esperienza viva e condivisa.





















