Il restauro di dipinti realizzati su supporto ligneo da alcuni dei più rilevanti protagonisti della pittura piemontese e lombarda tra Quattro e Cinquecento (Defendente Ferrari, Gandolfino da Roreto, Pascale Oddone, Gerolamo Giovenone, Gaudenzio Ferrari, Bernardino Lanino, Bernardino de Conti, Marco d’Oggiono, Albertino Piazza, Bernardino Luini, Giovanni Ambrogio della Torre), costituisce un campo di studio e ricerca che il laboratorio sta promuovendo da anni con un approccio interdisciplinare e multi-analitico, grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Torino (Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali), enti e collezionisti privati e con istituzioni museali e di ricerca regionali e nazionali.
Il protocollo tecnico-scientifico adottato ha permesso di chiarire peculiarità rilevanti del modus operandi di questi artisti, indagati con un approccio interdisciplinare storico-artistico, scientifico e tecnico, secondo una metodologia che accomuna tutti i settori del Centro.
Il laboratorio mira ad approfondire anche temi in rapporto a peculiari forme di degrado riscontrate a carico di pigmenti come l’azzurrite e il blu oltremare al fine di ampliare i filoni di ricerca, oltre ad una attenzione particolare per i materiali di restauro.
Direttore dei laboratori
Michela Cardinali
Vice direttore dei laboratori
Roberta Genta
Responsabile di Area
Paola Buscaglia
Coordinatore
Bernadette Ventura
Restauratori
Gianna Ferraris di Celle
Storico dell’arte
Paola Manchinu
CASO STUDIO

Maestro della Pala Tana (Gomar da Anversa?) e bottega piemontese
Bambino, un santo vescovo e un santo cavaliere; predella con Cristo e gli Apostoli
Fondazione Torino Musei, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino
Inizio XVI secolo
Il restauro del trittico attribuito al cosiddetto “Maestro della Pala Tana”, di proprietà della Fondazione Torino Musei-Palazzo Madama, è un ambizioso progetto perseguito con lo scopo di recuperare un’opera dalle complesse vicende conservative e attributive evidenziate anche in occasione della mostra dedicata a Il rinascimento europeo di Antoine De Lonhy a cura di Simone Baiocco e di Vittorio Natale (Torino, Palazzo Madama-Museo Civico d’Arte Antica; Susa, Museo Diocesano, 7 ottobre 2021-9 gennaio 2022). Nel 2020 Palazzo Madama ha avviato con il Centro una serie di indagini per valutare lo stato di conservazione delle tavole, oggetto in passato di ripetute e pesanti ridipinture.
[In fotografia: dettaglio dell’opera]
CASO STUDIO
Gaudenzio Ferrari
Dio Padre circondato da quattro angeli
1540-1545 circa
Saronno, Chiesa prepositurale dei Santi Pietro e Paolo
Il restauro del dipinto di Gaudenzio Ferrari raffigurante Dio Padre circondato da quattro angeli, attestato per la prima volta nella prepositurale dei SS. Pietro e Paolo di Saronno, nella quale tutt’ora si trova, nel 1896, ha permesso di riportare l’attenzione su un’opera del grande maestro del Rinascimento piemontese finora poco nota a causa dell’inaccessibilità della sua collocazione, all’apice della controfacciata della chiesa.
Il progetto di studio e restauro ha permesso di ripercorrere le complesse vicende conservative che hanno interessato l’opera alterandone radicalmente l’aspetto originario con il trasporto dal supporto su tavola a quello su tela, risultato del drastico intervento effettuato dal pittore-restauratore Mauro Pellicioli nel 1931-1932.
[In fotografia: dettaglio dell’opera]
CASO STUDIO

Bernardino Lanino
Ultima cena
1550-1551 circa
Milano, Basilica dei Santi Apostoli e Nazaro maggiore
Nel 2018, in previsione della mostra “Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari” curata da Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa (Novara, Vercelli e Varallo Sesia, 24 marzo-1 luglio 2018), l’Ultima Cena dipinta da Bernardino Lanino nel 1550-1551 circa per la basilica dei Santi Apostoli e Nazaro Maggiore a Milano è stata oggetto di un intervento di manutenzione straordinaria a cura del Centro.
Tale attività, di tipo conservativo, aveva previsto l’asportazione dalle superfici dei depositi coerenti, la messa in sicurezza degli strati pittorici e preparatori nelle aree soggette a sollevamento e/o distacco e l’equilibratura cromatica dei precedenti interventi estetici, che risultavano alterati e virati.
CASO STUDIO
Defendente Ferrari
Madonna in trono con il Bambino tra due santi martiri di Carmagnola
1509 circa
Fondazione Torino Musei – Palazzo Madama-Museo Civico d’Arte Antica
Il dipinto di Defendente Ferrari già nella Collegiata dei Santi Pietro e Paolo di Carmagnola nel 1954 fu ritirato per ordine dell’allora Soprintendente alle Gallerie, Noemi Gabrielli, per sottrarlo al pericolo di alienazione. Entrato nelle collezioni del Museo Civico d’Arte Antica di Torino nel 1966, fu esposto fino al 1988 in Sala Acaia, in un suggestivo dialogo e confronto con la ricca collezione di opere che il museo possiede di questo prolifico protagonista della pittura rinascimentale nell’antico ducato sabaudo. Da allora la Madonna con il Bambino di Carmagnola è rimasta celata nei depositi del museo.
CASO STUDIO

Defendente Ferrari, Gerolamo Giovenone
Sposalizio mistico di Santa Caterina
1508 circa
Cavour (To), Chiesa di San Lorenzo Martire
Dal 2014 il Centro, grazie alla collaborazione con la Diocesi di Torino e al sostegno della Compagnia di San Paolo, si è fatto promotore di un progetto per l’analisi, il restauro e la conservazione dei dipinti su tavola (polittici, pale d’altare e portelle dipinte fronte e retro) che ornano gli altari e il presbiterio della chiesa parrocchiale dei Santi Giovanni Battista e Pietro ad Avigliana, uno dei più importanti nuclei di opere del Rinascimento piemontese conservati fuori da una sede museale.




















