In conformità con le direttive e i principi metodologici consolidati nel settore della conservazione, al restauro è affiancata l’attività diagnostica su opere e manufatti, anche a supporto della programmazione didattica universitaria e di alta formazione.
Prima dell’intervento di restauro vengono effettuate indagini non invasive per immagine, utili ad ottenere informazioni preliminari sui materiali e sullo stato di conservazione delle opere. Successivi approfondimenti con indagini non invasive puntuali e indagini micro-invasive su campioni microscopici prelevati dai manufatti permettono di completare il quadro conoscitivo e indirizzare gli interventi di restauro.
Sperimentazioni su prodotti e metodologie di intervento accompagnano le attività di restauro su casi complessi e gli studi condotti nell’ambito delle tesi di laurea.
Competenze e strumentazioni dei Laboratori Scientifici sono messe a disposizione per servizi di diagnostica conto terzi. Qui sono elencate le tipologie di analisi e tecniche di indagine disponibili: Laboratori e strumentazioni
CASO STUDIO

Controsoffitto ligneo policromo, Casa del Rilievo di Telefo
Parco Archeologico di Ercolano
Il progetto è stato finalizzato all’indagine scientifica di 17 elementi di un controsoffitto ligneo policromo, rinvenuti sull’antica spiaggia di Ercolano in stato di imbibizione nel 2009 e in seguito sottoposti a interventi di consolidamento e pulitura, appartenenti alla sontuosa Casa del Rilievo di Telefo. Le analisi non invasive hanno rivelato dettagli inediti sulla tavolozza e sulle tecniche esecutive utilizzate per la decorazione pittorica in epoca romana. I Laboratori Scientifici hanno coordinato un gruppo di lavoro, costituitosi nell’ambito della rete Cultural Heritage Network (CHNet) dell’INFN, composto da esperti del CCR, del Politecnico di Torino e di INFN Firenze.
CASO STUDIO

Donatello, Crocifisso ligneo
Chiesa di Santa Maria dei Servi, Padova
Nell’ambito di uno studio volto a rivelare la storia conservativa e le tecniche di assemblaggio dell’opera, la tomografia computerizzata ha fornito nuove informazioni sia sulla parte lignea scolpita che su quella modellata e policroma, rivelando preziosi dettagli sugli incastri, lo spessore, lo stato di conservazione del legno e sulle zone in cui l’artista ha applicato lo stucco sopra il legno intagliato. Gli esiti del progetto sono stati presentati in una sezione della mostra Uomo Virtuale. Corpo, Mente, Cyborg (Mastio della Cittadella, Torino, 4 maggio – 13 ottobre 2019) e sono consultabili sul sito dedicato del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (http://www.donatello.beniculturali.it/).
CASO STUDIO

Raffaello, Angelo (1501) e Cristo Benedicente (1505-1506)
Pinacoteca Tosio Martinengo, Brescia
Su richiesta del Comitato nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio, sono stati analizzati due dipinti su tavola, di cui uno trasportato su tela. Indagini non invasive puntuali e in modalità imaging hanno rivelato dettagli inediti dello stato di conservazione, della tavolozza pittorica e delle tecniche esecutive, tra cui disegni soggiacenti eseguiti con materiali diversi e il primo utilizzo di blu egizio in ambito rinascimentale. Allo studio tecnico-scientifico hanno partecipato il Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Milano, l’Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara” del CNR e INFN Firenze.
CASO STUDIO

Sculture lignee policrome raffiguranti Buddha
Museo d’Arte Orientale (MAO), Torino
La diagnostica ha svolto un ruolo cruciale nell’ambito di un progetto di studio e conservazione di alcune sculture di soggetto sacro, attribuite alle dinastie cinesi Ming-Qing (XVI-XVIII secolo) sulla base di considerazioni iconografiche e giunte in Europa come pezzi per il mercato dell’arte occidentale nel corso degli ultimi secoli. Gli esiti delle analisi scientifiche, svolte a supporto del complesso intervento di restauro e per discriminare le fasi storiche di ridipintura succedutesi nel tempo, sono stati integrati nel percorso museale allestito per la mostra Buddha10 – Frammenti, Derive e Rifrazioni dell’Immaginario Visivo Buddhista (MAO, 20 ottobre 2022 – 3 settembre 2023).
CASO STUDIO

Kandinskij, Spitz-Rund (1925)
Nel contesto di un progetto di studio e conservazione articolato in due fasi successive, le indagini scientifiche hanno dapprima evidenziato numerose somiglianze tra il dipinto in esame e altre opere dell’artista, permettendo così di acquisire una comprensione più approfondita della sua prassi esecutiva durante il periodo Bauhaus (1922-1933). L’impiego di tecniche diagnostiche non invasive, come la spettroscopia FTIR in riflettanza, si è rivelato fondamentale per monitorare il successivo assottigliamento di una vernice sintetica a base chetonica applicata durante un intervento di restauro pregresso. Il trattamento di pulitura è stato effettuato dopo una fase preliminare di sperimentazione sistematica su stesure di riferimento.


















