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Archivio CCR

24-AL-2006_Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, P. Piffetti (attr.), Inginocchiatoio, inv. 6790
Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, P. Piffetti, Inginocchiatoio, inv. 6790 - dopo il restauro
Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, P. Piffetti (attr.), Inginocchiatoio, inv. 6790 - durante il restauro
Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, P. Piffetti (attr.), Inginocchiatoio, inv. 6790 - durante il restauro
Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, P. Piffetti (attr.), Inginocchiatoio, inv. 6790 - durante il restauro, pulitura
Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, P. Piffetti (attr.), Inginocchiatoio, inv. 6790 - prima del restauro
24-AL-2006_Stupinigi_piffetti_inginocchiatoio_6790
Scheda di restauro
Mappatura grafica stato di conservazione
Mappatura grafica interventi precedenti
Mappatura grafica interventi precedenti inginocchiatoio
Mappatura grafica interventi precedenti prospetti laterali
Mappatura grafica interventi di restauro
Mappatura grafica interventi di restauro
Mappatura grafica interventi di restauro
Relazione tecnica indagini scientifiche
Analisi specie lignee
Scheda tecnica di rilevamento
M. Nervo, T. Radelet, M. Ravera, 

24-AL-2006_Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, P. Piffetti (attr.), Inginocchiatoio, inv. 6790



Descrizione facilitata:

 

L'inginocchiatoio è un'opera di legno formata da un gradino basso per accogliere le persone che si inginocchiano in preghiera.
Pietro Piffetti ha realizzato l'inginocchiatoio nel 1749 utilizzando materiali diversi: legno, avorio (materiale che si ricava dalle zanne degli elefanti), guscio di tartaruga, ottone.
L'inginocchiatoio è conservato presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi.
Il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale ha restaurato l'inginocchiatoio nel 2006-2007 dopo il ritrovamento del mobile. L'inginocchiatoio infatti era stato rubato nel 2004.
I restauratori hanno inserito l'inginocchiatoio in camera anossica (camera senza ossigeno che serve a eliminare gli insetti che si nutrono del legno).
Hanno consolidato (reso più stabili) le parti danneggiate e incollato le parti del rivestimento di legno staccate.
Nelle parti interne hanno steso con il pennello un prodotto contro gli insetti xilofagi (insetti che si nutrono di legno).
I restauratori hanno eseguito una pulitura (pulito la superficie dallo sporco depositato nel corso del tempo) con prodotti specifici per ogni materiale.
Alla fine, hanno verniciato l'inginocchiatoio per proteggerlo dal sole e dalla polvere.

 

 

 

 

Abstract dell'intervento:

 

Il restauro dell'inginocchiatoio, attribuito a Pietro Piffetti, è stato ultimato nel 2007 sotto la supervisione di Pinin Brambilla Barcilon. L'intervento è stato svolto in occasione del ritrovamento del nucleo di opere trafugato dalla Palazzina di Caccia di Stupinigi nel 2004. Dopo il restauro l'opera è stata ricollocata presso la Palazzina.

 

Il restauro

L'opera è stata sottoposta a disinfestazione anossica per un periodo di tre settimane. Successivamente è stato eseguito il consolidamento con una resina acrilica delle zone più danneggiate dagli insetti xilofagi.
L’incollaggio delle parti rotte ed instabili è stato eseguito con colla di origine animale. Gli interni del mobile sono stati trattati con la permetrina per prevenire nuove infestazioni. É stata quindi eseguita una pulitura superficiale differenziata con tecniche e prodotti selezionati per ogni materiale: miscela di acqua, alcool etilico ed acetone per gli avori, saliva sintetica per le parti in tartaruga e tecnologia laser per quelle in ottone.
Sono quindi state incollate le parti di lastronatura sollevate e sono state inserite le tessere di tarsia mancanti con materiali analoghi agli originali (avorio, tartaruga, ottone). Le incisioni policrome in avorio sono state riprodotte con colori a vernice, dopo aver isolato le tessere con una vernice alifatica. Sulla superficie esterna è stato applicato a tampone un sottile film della stessa vernice.

 

Bibliografia

- M. Nervo, T. Radelet, M. Ravera, L'utilizzo dell'XRF e dell'infrarosso falso colore per lo studio degli avori della tartaruga e policromi: il caso dell'inginocchiatoio di Stupinigi, in "Il restauro degli arredi lignei. L'ebanisteria piemontese: studi e ricerche", a cura di C. E. Spantigati, S. De Blasi, Firenze, Nardini, 2011, pp. 108-116; 
- Scheda 6, in "Il restauro degli arredi lignei. L'ebanisteria piemontese: studi e ricerche", a cura di C. E. Spantigati, S. De Blasi, Firenze, Nardini, 2011, pp. 117-121.