Archivio CCR
27-AL-2006_Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, G. B. Galletti, Scrivania a ribalta, inv. 464
Descrizione facilitata:
La scrivania a ribalta è un mobile in cui il piano di appoggio per scrivere si può aprire e chiudere.
Giovanni Battista Galletti ha realizzato la scrivania nel 1775 con diversi materiali (legno, avorio, madreperla e bronzo).
La scrivania è conservata presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi.
Il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale ha restaurato la scrivania nel 2006-2007 dopo il ritrovamento del mobile. La scrivania infatti era stata rubata nel 2004.
I restauratori hanno inserito la scrivania in una camera anossica (camera senza ossigeno che serve per eliminare gli insetti che si nutrono di legno).
Hanno eseguito una pulitura (pulito la superficie dallo sporco depositato nel corso del tempo).
I restauratori hanno incollato le parti del rivestimento di legno che si stavano staccando.
La scrivania presentava delle lacune (parti mancanti) di legno.
I restauratori hanno integrato (riempito con legno e cera d'api) le lacune del legno.
Hanno ricostruito la parte intorno alla serratura del primo cassetto.
Alla dine hanno verniciato la scrivania per proteggerla dai raggi del sole e dalla polvere.
Abstract dell'intervento:
Il restauro della scrivania a ribalta di Giovan Battista Galletti è stato ultimato nel 2007 sotto la supervisione di Pinin Brambilla Barcilon. L'intervento è stato svolto in occasione del ritrovamento del nucleo di opere trafugato dalla Palazzina di Caccia di Stupinigi nel 2004. Dopo il restauro l'opera è stata ricollocata presso la Palazzina.
Restauro
L’opera ha subito una disinfestazione in camera anossica per un periodo di tre settimane. Successivamente sono stati rimossi i depositi atmosferici e le impurità con pennelli e aspiratore. La pulitura della superficie è stata effettuata con acqua ed alcool. I sollevamenti sono stati fatti aderire con una colla animale, mentre le integrazioni sono state effettuate con essenze di ebano, palissandro e bosso. Per le lacune più evidenti si è proceduto con una stuccatura con cera d’api pigmentata. La bocchetta mancante dal primo cassetto è stata ricostruita in ottone dorato. Infine, su tutta la superficie è stato steso un film protettivo.
Bibliografia
- S. De Blasi, Scheda 10, in "Il restauro degli arredi lignei. L'ebanisteria piemontese: studi e ricerche", a cura di C. E. Spantigati, S. De Blasi, Firenze, Nardini, 2011, pp. 146-149.


















