Archivio CCR
29-AL-2006_Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, L. Prinotto, P. Piffetti (attr.), Scrivania di Diana, inv. 2369
Descrizione facilitata:
La scrivania a ribalta è un mobile in cui il piano di appoggio per scrivere si può aprire e chiudere.
Luigi Prinotto e Pietro Piffetti hanno realizzato la scrivania nel 1730-1740.
Gli artisti hanno realizzato la scrivania con diversi tipi di materiali: legno, avorio (materiale che si ricava dalle zanne degli elefanti), guscio di tartaruga, madreperla, bronzo.
La scrivania è chiamata anche scrivania di Diana perchè al centro è rappresentato il dio Giove che incorona la dea della caccia Diana.
La scrivania è conservata presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi.
Il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale ha restaurato la scrivania nel 2006-2007 dopo il ritrovamento del mobile. La scrivania infatti era stata rubata nel 2004.
Le analisi scientifiche hanno permesso di riconoscere le parti in avorio realizzate da Luigi Prinotto e quelle fatte da Pietro Piffetti.
I restauratori hanno eseguito una pulitura (pulito la superficie dallo sporco depositato nel corso del tempo) con diversi strumenti.
Per le parti in ottone hanno utilizzato uno strumento a luce laser.
I restauratori hanno incollato le parti di lastronatura (rivestimento di legno pregiato) staccate.
La scrivania presentava delle lacune (parti mancanti).
I restauratori hanno integrato (riempito le lacune) con tessere di avorio e di diversi tipi di legno.
Alla fine hanno verniciato la scrivania per proteggerla dai raggi del sole e dalla polvere.
Abstract dell'intervento:
Il restauro della scrivania a ribalta, nota anche come scrivania di Diana, è stato ultimato nel 2007 sotto la supervisione di Pinin Brambilla Barcilon.
L'opera, tradizionalemente attribuita a Pietro Piffetti è stata poi assegnata a Luigi Prinotto da Vittorio Viale. Il restauro è stato svolto in occasione del ritrovamento del nucleo di opere trafugato dalla Palazzina di Caccia di Stupinigi nel 2004. Grazie alla campagna diagnostica e alle radiografie digitali è emersa la diversità nel materiale costitutivo degli inserti in avorio. In questo modo è stato possibile ricondurre alcuni interventi a Prinotto e a altri a Piffetti e alla sua bottega. Dopo il restauro l'opera è stata ricollocata presso la Palazzina.
Restauro
La scrivania è stata sottoposta a disinfestazione anossica per un perioso di tre settimane. Sono quindi stati eseguiti gli incollaggi delle parti rotte e instabili ed è stata ripristrinata la funzionalità della serratura.
Successivamente sono stati eseguiti tasselli di pulitura sui diversi materiali per programmare una pulitura differenziata: eliminazioni dei depositi, pulitura delle parti in avorio, assottigliamento del film protettivo, pulitura laser per le parti in ottone.
Sono quindi state incollate le parti di tarsia sollevate e integrate le lacune con tessere di avorio, palissandro, legno di rosa ed ebano. Le incisioni policrome in avorio sono state riprodotte sugli avori con colori a vernice, dopo aver isolato le tessere con una vernice alifatica. Lo stesso procedimento è stato applicato su alcune tessere la cui policromia presentava evidenti lacune.
Infine, sulla superficie esterna è stato infine applicato a tampone un sottile film di vernice alifatica.
Bibliografia
C. E. Spantigati, Scheda 1, in "Il restauro degli arredi lignei. L'ebanisteria piemontese: studi e ricerche", a cura di C. E. Spantigati, S. De Blasi, Firenze, Nardini, 2011, pp. 36-43.


















