Archivio CCR
39-AL-2006_Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Console, inv. 6784
Descrizione facilitata:
La console è un tavolino di legno dorato con un ripiano in marmo realizzata a metà del 1700.
La console è conservata presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi.
Il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale ha restaurato la console nel 2006-2007 dopo il ritrovamento del mobile. La console infatti era stata rubata nel 2004.
I restauratori hanno inserito il tavolino in una camera anossica (camera senza ossigeno che serve per eliminare gli insetti che si nutrono di legno).
Dopo i restauratori hanno consolidato (reso più stabili) le parti di legno che si stavano staccando.
Hanno eseguito una pulitura (pulito la superficie dallo sporco depositato nel corso del tempo o dagli strati di vecchi restauri).
La console presentava delle lacune (parti mancanti) della decorazione. I restauratori hanno integrato (riempito le lacune) con lo stesso tipo di legno.
Hanno integrato le lacune della doratura.
Alla fine hanno verniciato la console per proteggerla dai raggi del sole e dalla polvere.
Abstract dell'intervento:
Il restauro della console di ambito piemontese è stato ultimato nel 2007 sotto la supervisione di Pinin Brambilla Barcilon. L'intervento è stato svolto in occasione del ritrovamento del nucleo di opere trafugato dalla Palazzina di Caccia di Stupinigi nel 2004. Dopo il restauro l'opera è stata ricollocata presso la Palazzina.
Restauro
La console è stata sottoposta a trattamento di disinfestazione in camera anossica per un periodo di tre settimane. Sono quindi stati ricollocati e incollati i frammenti di intaglio e sono state integrate le piccole parti di ornato mancante. La lacuna d’intaglio sulla cimasa è stata colmata con la stessa essenza lignea dell’originale. Successivamente sono stati effettuati i consolidamenti, la pulitura della superficie e la rimozione meccanica dei ritocchi a porporina. Le mancanze di preparazione sono state integrate con gesso e colla lapin.
Le integrazioni della superficie dorata sono state eseguite con la stessa tecnica originale del manufatto, cioè con doratura a guazzo. Allo scopo di rendere riconoscibile l’intervento, il tono dell’oro è stato abbassato per mezzo di selezione cromatica ad acquarello. Anche la campitura ocra del retro è stata raggiunta per mezzo di selezione ad acquarello.
Infine, il piano di marmo è stato sottoposto a pulitura, stuccatura e protezione con cera microcristallina.


















