Archivio CCR
58-TE-2006_Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Ritratto di Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours, inv. 14
Descrizione facilitata:
Il ritratto di Maria Giovanna Battista di Savoia è un dipinto su tela realizzato nel 1650-1699.
Il dipinto è conservato presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi.
Il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale ha restaurato il dipinto e la cornice nel 2007 dopo il ritrovamento dell'opera. Il dipinto infatti era stato rubato nel 2004.
I restauratori hanno eseguito una pulitura (pulito la superficie dallo sporco depositato nel corso del tempo o dagli strati di vecchi restauri).
Il dipinto presentava delle abrasioni (graffi della superficie) e lacune pittoriche (mancanze) di colore.
I restauratori hanno eseguito l'integrazione pittorica (ricostruzione con il colore di lacune e abrasioni).
Hanno applicato una vernice per proteggere il dipinto dai raggi del sole e dalla polvere.
I restauratori sono intervenuti anche sulla cornice.
Hanno consolidato (reso più stabile) le parti della cornice staccate.
Hanno integrato (riempito) le piccole mancanze di legno.
I restauratori hanno ricostruito alcune parti della cornice. Hanno dorato le parti ricostruite con fogli d'oro.
Alla fine, hanno spruzzato una vernice per proteggere la cornice dal sole e dalla polvere.
Abstract dell'intervento:
Il restauro del Ritratto di Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours è stato ultimato nel 2007 sotto la supervisione di Pinin Brambilla Barcilon. L'intervento è stato svolto in occasione del ritrovamento del nucleo di opere trafugato dalla Palazzina di Caccia di Stupinigi nel 2004. Dopo il restauro l'opera è stata ricollocata presso la Palazzina.
Restauro
Il restauro è iniziato con la pulitura superficiale dai depositi. Successivamente sono state integrate pittoricamente le lacune con colori a vernice. Il restauro si è concluso con una verniciatura con una miscela di resina acriliche.
Cornice
La cornice è stata sottoposta a pulitura. Successivamente sono state consolidate le parti d’intaglio distaccate e sono state reintegrate con araldite le piccole mancanze d’intaglio. Le parti ricostruite in araldite sono state consolidate con gesso e dorate con doratura a guazzo. La foglia d’oro è stata patinata con terre ed alcol. Le lacune della preparazione e della doratura sono state integrate con terre e polvere d’oro miscelate con alcool etilico. Infine, è stata applicata su tutta la superfice una vernice protettiva.


















