Archivio CCR
17mc01/02-AL-2013_Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Tavoli a muro, inv. 1086, 1087
Descrizione facilitata:
I 2 tavoli sono di legno dorato e hanno un ripiano in marmo (pietra).
I 2 tavoli sono stati realizzati nel corso del 1800.
I tavoli sono conservati presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi, nell'anticappella di Sant'Uberto.
Il Centro di Conservazione e Restauro La Venaria Reale ha restaurato i tavolini nel 2013.
I restauratori hanno pulito i tavolini.
Hanno fermato le parti che si stavano staccando.
Hanno riempito le mancanze di legno con stucco (strato di gesso e colla).
Hanno dipinto lo stucco con acquerelle e polvere d'oro.
Alla fine hanno messo un prodotto contro gli insetti che mangiano il legno e una vernice per proteggere i tavolini dai raggi del sole e dalla polvere.
Abstract dell'intervento:
L'intervento si inserisce nell'ambito del progetto di ricerca e didattica "Le professioni del restauro. Studi e ricerche per la conservazione di arredi lignei e dipinti su tavola", finanziato attraverso ROL dalla Compagni di San Paolo, 2013-2014. L'obiettivo del progetto era quello di supportare la Fondazione Ordine Mauriziano nella conservazione degli arredi lignei afferenti agli appartamenti reali e ricoverati in deposito in concomitanza agli interventi di restauro delle sale (Anticappella, Cappella Sant'Uberto, Sala scudieri, Salone centrale, Appartamento del re).
Restauro
Il restauro della coppia di tavoli a muro di ambito piemontese della Palazzina di Caccia di Stupinigi (anticappella di Sant'Uberto) è iniziato con la pulitura delle superfici. A seguito di questa operazione è emerso che l’opera 1087 era rivestita da uno spesso strato di vernice ossidata, probabilmente stesa durante un precedente restauro per occultare le vistose abrasioni della foglia oro.
Sono seguite le operazione di consolidamento dei micro sollevamenti con iniezioni di resina e la stuccatura delle lacune, poi intonate cromaticamente con colori acquerello e polvere micacea.
Le parti di scultura mancante non sono state ricostruite poichè non costituivano un’evidente interruzione della leggibilità dell’opera. Sull’opera 1086 si è provveduto a raccordare alcuni elementi lignei per mezzo di resina, assicurando la visibilità dell’intervento per mezzo d’integrazione a selezione cromatica con acquerello.
Infine, si è proceduto alla disinfestazione preventiva con stesura a pennello di soluzione antitarlo e si è applicato uno strato di verniciatura finale.


















