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Archivio CCR

04mc04-AL-2009_Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, G. B. Galletti, Tavolino intarsiato, inv. 465
Palazzina di Caccia di Stupinigi, Galletti, Tavolino intarsiato inv. 465 D.C. - prima del restauro
Palazzina di Caccia di Stupinigi, Galletti, Tavolino intarsiato inv. 465 D.C. - durante il restauro
Palazzina di Caccia di Stupinigi, Galletti, Tavolino intarsiato inv. 465 D.C. - dopo il restauro
04mc04-AL-2009-Galletti_tavolino_intarsiato_465
Scheda di restauro
Scheda tecnica di rilevamento

04mc04-AL-2009_Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, G. B. Galletti, Tavolino intarsiato, inv. 465



Descrizione facilitata:

 

Il tavolino di Giovanni Battista Galletti è decorato con diversi tipi i legno, madreperla, metallo dorato e avorio (materiale che si ricava dalle zanne degli elefanti).
Galletti ha realizzato il tavolino nel 1776.
Il tavolino è conservato alla Palazzina di Caccia di Stupinigi.
Il Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale" (CCR) ha restaurato il tavolino nel 2009. 
I restauratori hanno inserito il tavolino in una camera anossica, una camera senza ossigeno che serve per eliminare gli insetti che mangiano il legno.
Hanno incollato le parti di legno staccate.
Hanno pulito il tavolino dalla polvere.
Hanno hanno riempito le mancanze di legno con tessere di legno simile. 
Hanno dipinto le nuove tessere di legno con acquerelli.
Hanno pulito le parti di metallo e la carta interna dei cassetti.
Alla fine, hanno messo un prodotto protettivo su tutto il tavolino.

 

 

 

 

Abstract dell'intervento:

 

Restauro

Durante il restauro non si è ritenuto necessario intervenire sulla struttura del supporto poichè in ottimo stato di conservazione. Sulla superficie pittorica e in particolare sullo strato decorativo del tavolino si è proceduto alla disinfestazione del manufatto in camera anossica e al consolidamento delle parti di lastronatura decoese e sollevate. Inoltre, è stata eseguita una pulitura della superficie dai depositi di sporco con attenzione a mantenere la verniciatura esistente a gommalacca (alleggerita meccanicamente con bisturi solo sulle tessere in avorio). Inoltre, sono state eseguite integrazioni delle lacune tramite incollaggio di tessere di uguale specie lignea e integrazioni cromatiche con acquerello. Infine, si è proceduto alla pulitura dei bronzi e della carta interna dei cassetti e alla stesura di un film protettivo.

Bibliografia

S. D. Blasi, Scheda 7 in I"l restauro degli arredi lignei. L'ebanisteria piemontese. Studi e ricerche", a cura di C. E. Spantigati, S. D. Blasi, Firenze, Nardini, 2011, pp. 123-125