Archivio CCR
21mc005-TA-2008_Torino, Galleria Sabauda, J. Brueghel, P. P. Rubens, La vanità della vita umana, inv. 307, cat. 269
Descrizione facilitata:
La vanità della vita umana è un dipinto su tavola.
I pittori Brueghel e Rubens hanno realizzato il dipinto nel 1615-1618.
Il dipinto è conservato alla Galleria Sabauda di Torino.
I restauratori del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale hanno restaurato il dipinto nel 2008.
Gli scienziati del Centro di Venaria hanno fatto analisi scientifiche per vedere dove sono i restauri del passato.
I restauratori hanno pulito il dipinto dalla polvere e dalla vernice ingiallita.
Hanno elimintato le pitture del restauro del passato.
I restauratori hanno scoperto che il pavimento è stato ridipinto con un colore scuro.
Prima il pavimento era di colore marrone chiaro.
Hanno deciso di lasciare il colore scuro del pavimento come testimonianza storica.
Hanno sistemato i bordi delle vecchie stuccature (strato di gesso e colla che serve a riempire le mancanze di colore).
Hanno riempito le mancanze di colore con acquerelli e colori a vernice.
Hanno verniciato il dipinto per proteggerlo dai raggi del sole e dalla polvere.
Alla fine hanno pulito la cornice dalla polvere e dalla vernice ingiallita.
Abstract dell'intervento:
Restauro
Grazie all’ottimo stato di conservazione del supporto, il restauro non ha previsto operazioni invasive sulla tavola, ma solo una pulitura a secco dai depositi di sporco. La superficie pittorica è stata oggetto di un delicato intervento finalizzato al recupero dei valori tonali originali inficiati dalla presenza di un protettivo fortemente ingiallito. Fondamentali per questo scopo sono state le indagini multispettrali, che hanno consentito di localizzare e quantificare l’estensione delle aree interessate da ridipinture e di identificare i brani di pellicola pittorica originali. Sul recto del dipinto è stato quindi effettuato un intervento di pulitura del film protettivo, asportando i depositi incoerenti di particellato atmosferico e i sedimenti di polvere mediante l’utilizzo di pennelli a setole morbide e micro-aspiratori. In questa fase è stato assottigliato lo strato protettivo attraverso l’impiego di una soluzione di ligroina e acetone, applicata con tamponcini di cotone. Inoltre, sono stati asportati i ritocchi a vernice più recenti, realizzati al di sopra dello strato protettivo.
Durante il restauro è emerso che il dipinto è stato oggetto di un importante intervento di ripresa pittorica che ha interessato solamente la pavimentazione della stanza: all’originale stesura di colore beige chiaro è stato sovrapposto uno strato più scuro, che probabilmente nel tempo si è alterata accentuando il divario con le campiture originali. Tuttavia, in accordo con la Direzione Lavori, si è deciso di non rimuovere queste ridipinture ormai storicizzate nel percorso temporale del manufatto.
Si è poi intervenuti sulle stuccature, rimuovendo quelle incoerenti, e si è proceduto alla reintegrazione pittorica, limitandosi alle lacune di pellicola pittorica e alla ridipintura delle nuove stuccature con colori ad acquerello e velature di colori a vernice. Infine, è stato applicato sull’intera superficie pittorica uno strato di vernice protettiva.
Cornice
La cornice è stata oggetto di una scrupolosa operazione di pulitura superficiale finalizzata all’asportazione dei depositi di polvere e del protettivo alterato, eseguita con pennello a setole morbide e applicazione di un solvent gel. Il restauro ha fatto emergere le aree in cui la foglia metallica ha subito un trattamento di brunitura.
Bibliografia
- C. E. Spantigati, Scheda 5.6 in De Van Dyck à Bellotto. Splendeurs à la cour de Savoie, C. E. Spantigati, P. Astrua, A. M. Bava, S. Damiano, Torino, Allemandi, 2009, pp. 153-154.


















