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Archivio CCR

21mc012-TE-2008_Torino, Galleria Sabauda, G. Dughet, Gregge di pecore ai piedi di una cascata, inv. 488, cat. 477
Scheda di restauro
Relazione tecnica analisi multispettrali
Relazione tecnica indagini scientifiche
Scheda di campionamento
Scheda tecnica di rilevamento

21mc012-TE-2008_Torino, Galleria Sabauda, G. Dughet, Gregge di pecore ai piedi di una cascata, inv. 488, cat. 477



Descrizione facilitata: 

 

Gregge di pecore è un dipinto su tela.
Il pittore Gaspard Dughet ha realizzato il dipinto a metà del 1600. 
I restauratori del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale hanno restaurato il dipinto nel 2008.
I restauratori hanno pulito il dipinto dalla polvere con pennelli e un piccolo aspiratore. 
Hanno eliminato i ritocchi e la vernice ingiallita. 
Mentre pulivano il dipinto hanno scoperto un altro dipinto sotto a quello che vediamo.
Hanno dipinto le parti dove mancava il colore con acquerelli e vernice.
Alla fine hanno verniciato il dipinto per proteggerlo dai raggi del sole e dalla polvere. 

 

 

 

 

Abstract dell'intervento: 

 

Restauro 

Il restauro dell’opera è iniziato con una spolveratura del verso tramite pennellessa morbida e aspirazione. Successivamente è stata eseguita una revisione del tensionamento del supporto.
L’intervento sul dipinto è stato impostato per confronto con il suo pendant “Cascata nella campagna romana”, sul quale si è intervenuti prima dato il miglior stato di conservazione. Dal raffronto appariva un evidente divario tra i valori cromatici e chiaroscurali dovuto all’alterazione cromatica della vernice e dei ritocchi presenti sul “Gregge di capre”. Pertanto, si è deciso di rimuovere le sostanze alterate, soprammesse alla pellicola pittorica originaria, sebbene quest’ultima apparisse dalle indagini preliminari molto lacunosa. Durante la pulitura è emerso che i ritocchi relativi all’ultimo intervento di restauro risarcivano delle abrasioni della pellicola pittorica originaria attraverso le quali sono affiorate le tracce di un dipinto sottostante indagato attraverso una radiografia. I residui di stucco più persistenti sono stati rimossi con soluzione di coccocollagene. Al termine della pulitura la superficie appariva lacunosa, in particolare risultava mancante un’ampia porzione del profilo della collina verso la metà sinistra del dipinto. La presenza di fedeli incisioni, eseguite da Enrico Gonin nel 1835, ha fornito un’importante testimonianza utile a restituire il profilo della linea d’orizzonte mancante. L’integrazione pittorica è stata condotta con colori ad acquerello. La prima verniciatura è stata eseguita a pennello, quindi si è proseguito con l’integrazione pittorica con colori a vernice e verniciatura finale nebulizzata

 

Cornice
La cornice è stata dapprima spolverata e pulita con miscele di ligroina e acetone in varie proporzioni per eliminare i ritocchi a porporina. I fori da sfarfallamento di insetti xilofagi sono stati trattati con iniezioni ripetute di permetrina, stuccati e accordati cromaticamente con colori ad acquerello. 

 

Bibliografia 

- S. Villano, Scheda 8.5 in De Van Dyck à Bellotto. Splendeurs à la cour de Savoie, C. E. Spantigati, P. Astrua, A. M. Bava, S. Damiano, Torino, Allemandi, 2009, p. 193.