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Archivio CCR

21mc021-MT-2008_Torino, Galleria Sabauda, F. Van Der Borght, L'Africa (arazzo), inv. 783
Galleria Sabauda, F. Van Der Borght, L'Africa inv. 783 - prima del restauro
Galleria Sabauda, F. Van Der Borght, L'Africa inv. 783 verso senza fodera - prima del restauro
Galleria Sabauda, F. Van Der Borght, L'Africa inv. 783 verso - prima del restauro
Galleria Sabauda, F. Van Der Borght, L'Africa inv. 783 - durante il restauro
Galleria Sabauda, F. Van Der Borght, L'Africa inv. 783 - durante il restauro
Galleria Sabauda, F. Van Der Borght, L'Africa inv. 783 - durante il restauro
Galleria Sabauda, F. Van Der Borght, L'Africa inv. 783 - radiografia 3D
Galleria Sabauda, F. Van Der Borght, L'Africa inv. 783 - radiografia
Galleria Sabauda, F. Van Der Borght, L'Africa inv. 783 - dopo il restauro
Galleria Sabauda, F. Van Der Borght, L'Africa inv. 783 verso - dopo il restauro
21mc21-MT-2008_Galleria_Sabauda_africa
Scheda di restauro
Relazione tecnica indagini multispettrali
Relazione tecnica indagini scientifiche
Scheda tecnica di rilevamento

21mc021-MT-2008_Torino, Galleria Sabauda, F. Van Der Borght, L'Africa (arazzo), inv. 783



Descrizione facilitata: 

 

L'Africa è un arazzo, una grande opera di tessuto che si appende per decorare le pareti.
Frans Van des Borght ha realizzato l'arazzo nel 1750-1756. 
L'arazzo è conservato alla Galleria Sabauda di Torino. 
Il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale ha restaurato l'arazzo nel 2008. 
I restauratori hanno smontato l'arazzo dalla parete e hanno eliminato la fodera (tela che si trova dietro l'arazzo e serve a rinforzare l'arazzo) .
Hanno poi pulito il dietro l'arazzo con un piccolo aspiratore per togliere lo sporco.
Dopo aver studiato l'arazzo e hanno visto i vecchi restauri. Hanno deciso di tenere le cuciture dei vecchi restauri.
Hanno pulito la parte davanti dell'arazzo per eliminare la polvere.
Hanno cucito le parti di tessuto scucite.
Hanno lavato l'arazzo in una grande vasca con spugne e sapone.
Hanno asciugato l'arazzo con teli di cotone e poi hanno disteso l'arazzo su grandi reti per farlo asciugare all'aria. 
Hanno cucito le parti rovinate. 
Hanno messo una nuova fodera (tela di rinforzo dietro l'arazzo). 
Alla fine, hanno montato una fascia adesiva in alto per esporre l'arazzo. 

 

 

 

 

Abstract dell'intervento:

 

Restauro

L’intervento sull’arazzo è iniziato con lo smontaggio della fodera e del sistema di sospensione e una spolveratura del retro con macroaspirazione per rimuovere i depositi di sporco. L'esame attento del manufatto ha permesso di riconoscere le cimose come originali (anche se ampiamente ritessute), di mappare i precedenti interventi di restauro e di trovare traccia di un vecchio sistema di foderatura “a losanghe”. In questa fase, in accordo con la Direzione dei lavori, si è deciso di mantenere gli interventi di ritessitura mimetica perché compatibili con la tecnica originale e in buono stato di conservazione. La superficie tessile è stata quindi sottoposta ad un’accurata spolveratura con macroaspirazione. Successivamente sono state avviate le operazioni di preparazione al lavaggio: sono quindi stati fermate tutte le parti di tessitura compromesse da mancanza di unità tessile, che durante l’immersione in acqua sono più soggette a modifiche strutturali o conservative. Inolte, lungo le cimose verticali sono state cucite delle tasche perimetrali in rete termosaldata, nelle quali inserire i tubi per agevolare la movimentazione del manufatto nella vasca di lavaggio, e si è verificata la stabilità dei colori. Il lavaggio si è svolto per immersione in soluzione acquosa a parametri controllati mediante l’utilizzo di vasca tubolare. Le fasi di lavaggio sono state le seguenti: dapprima l’arazzo è stato disteso nella vasca con fronte a vista e bagnato con spruzzatori. Durante questo primo “ammollo” (20-30 minuti) l’arazzo perde una notevole quantità di sporco per cui la vasca rimane aperta per il ricircolo dell'acqua. Successivamente l'arazzio viene immerso completamente in acqua con aggiunta di saponina e sottoposto a pulitura con spugne naturali. Dopo diversi riscacqui, la superficie tessile è tamponata con teli di cotone a nido d’ape per togliere l’acqua in eccesso e successivamente viene posta su reti rialzate da terra per l’asciugatura a temperatura ambiente.
In seguito al lavaggio si è intervenuti con il consolidamento nella parti interessate da abrasioni e perdita dei filati, applicando a cucito sul retro supporti locali in tela di lino. In questo modo il supporto assume una funzione stabilizzante e di collegamento, che compensa le fragilità del materiale originale, dal momento che gli orditi liberi vengono fissati al supporto con cuciture parallele alla trama. Per il restauro è stato utilizzato un filo di seta molto vicino alla nuance originale degli orditi.
Infine, l’arazzo è stato rifoderato con tela di cotone, cucita sui lati, ed è stato dotato di una fascia di velcro lungo il lato superiore per l’esposizione del manufatto.

 

Bibliografia

- E. Ragusa, Scheda 10.3 in De Van Dyck à Bellotto. Splendeurs à la cour de Savoie, C. E. Spantigati, P. Astrua, A. M. Bava, S. Damiano, Torino, Allemandi, 2009, pp. 224-228.