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Archivio CCR

21mc030-TA-2008_Torino, Galleria Sabauda, P. Binoit, Frutti e crostacei, inv. 878, cat. 264
Galleria Sabauda, P. Binoit, Frutti e crostacei inv. 878, cat. 264 - prima del restauro
Galleria Sabauda, P. Binoit, Frutti e crostacei inv. 878, cat. 264 verso - prima del restauro
Galleria Sabauda, P. Binoit, Frutti e crostacei inv. 878, cat. 264 - prima del restauro luce radente
Galleria Sabauda, P. Binoit, Frutti e crostacei inv. 878, cat. 264 - durate il restauro
Galleria Sabauda, P. Binoit, Frutti e crostacei inv. 878, cat. 264 - durante il restauro
Galleria Sabauda, P. Binoit, Frutti e crostacei inv. 878, cat. 264 - analisi falso colore
Galleria Sabauda, P. Binoit, Frutti e crostacei inv. 878, cat. 264 - analisi UV
Galleria Sabauda, P. Binoit, Frutti e crostacei inv. 878, cat. 264 - dopo il restauro
21mc30-TA-2008-binoit_frutti_crostacei
Scheda di restauro
Relazione tecnica indagini multispettrali
Scheda tecnica di rilevamento

21mc030-TA-2008_Torino, Galleria Sabauda, P. Binoit, Frutti e crostacei, inv. 878, cat. 264




Descrizione facilitata:

 

Frutti e crostacei è un dipinto su tavola di legno realizzato dal pittore Peter Binoit all'inizio del 1600. 
Il dipinto rappresenta una tavola con pane, frutta e peschi.
Il dipinto è conservato alla Galleria Sabauda di Torino. 
I restauratori del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale hanno restaurato il dipinto nel 2008. 
La tavola di legno era ben conservata quindi hanno restaurato solo la parte dipinta. 
I restauratori hanno pulito il dipinto dalla polvere.
Hanno eliminato la vernice e le pitture dei vecchi restauri.
Hanno riempito le spaccatura del legno con stucco (gesso e colla).
Hanno coperto le mancanze di colore con una pittura leggera. 
Alla fine hanno verniciato il dipinto per proteggerlo dai raggi del sole e dalla polvere.

 

 

 

 

Abstract dell'intervento:

 

Restauro

Grazie alla buona conservazione del supporto e all’efficacia strutturale del passato intervento di restauro si è deciso di non rimuovere gli elementi aggiunti (farfalle) e di mantenere allo stato di fatto la giunzione delle assi nonostante la presenza di una fessura (ancora visibile sul verso). Si è proceduto quindi con una rimozione a secco dei depositi incoerenti con pennelli a setole morbide.
Sulla superficie pittorica è stata condotta una pulitura per ottenere l’asportazione selettiva delle sostanze non originali (lo strato protettivo e le ridipinture). Le fasi di stuccatura e ritocco hanno interessato principalmente l’area relativa alla fenditura e rare velature sono state eseguite in corrispondenza delle abrasioni. L’operazione di reintegrazione è stata svolta realizzando sulle stuccature una base ad acquerello, portata successivamente a tono con delle velature finali con colori a vernice. In ultimo, sull’intera superficie pittorica, è stato applicato un sottile e uniforme strato di vernice con funzione di protettivo. 

 

Bibliografia

S. Piretta, Scheda 7.1 in De Van Dyck à Bellotto. Splendeurs à la cour de Savoie, C. E. Spantigati, P. Astrua, A. M. Bava, S. Damiano, Torino, Allemandi, 2009, p. 176.