Archivio CCR
21mc033-TA-2008_Torino, Galleria Sabauda, G. Caccia detto Moncalvo, Abramo e i tre angeli, inv. 1088
Descrizione facilitata:
Abramo e i tre angeli è un dipinto su una lastra di metallo.
Il pittore Guglielmo Caccia detto Moncalvo ha realizzato il dipinto all'inizio del 1500.
Il dipinto rappresenta Abramo inginocchiato che guarda alcuni angeli in volo nel cielo.
Il dipinto è conservato alla Galleria Sabauda di Torino.
I restauratori del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale hanno restaurato il dipinto nel 2008.
I restauratori hanno cercato di pulire le parti di metallo ossidate (rovinate a causa del contatto con l'aria).
Hanno pulito la superficie dipinta dalla polvere.
Hanno eliminato la vernice ingiallita e le pitture del vecchio restauro nella parte in alto a sinistra.
Hanno steso sulla cornice di legno un prodotto contro gli insetti che si nutrono di legno.
Hanno rinforzato la cornice con piccoli pezzi di legno.
Abstract dell'intervento:
Restauro
L'intervento ha cercato di limitare il più possibile il processo di degrado e di ossidazione del supporto nel rispetto delle testimonianze storiche presenti sull'opera, quali la dedica sul verso. Sulla superficie pittorica si è proceduto a una pulitura superficiale, condotta prima meccanicamente a pennello e successivamente con una soluzione tampone a pH 6. Infine, si è scelto di non rimuovere la vernice perché in buono stato di conservazione e per non intaccare i recenti ritocchi ancora idonei. Solo nella parte in alto a sinistra, dove i ritocchi si presentavano maggiormente alterati, si è intervenuti rimuovendo in parte la vernice e rintegrando con colori a vernice.
Cornice
Il verso è stato sottoposto a iniezioni e stesure di permetrina. Inoltre, è stato revisionato il sistema di vincolo della cornice al supporto inserendo dei piccoli listelli lignei rivestiti in etafoam a contenimento della lastra.
Bibliografia
C. Goria, Scheda 3.4 in De Van Dyck à Bellotto. Splendeurs à la cour de Savoie, C. E. Spantigati, P. Astrua, A. M. Bava, S. Damiano, Torino, Allemandi, 2009, p. 123.


















