Archivio CCR
21mc042-TA-2008_Torino, Galleria Sabauda, P. Gysels, Interno di camera olandese, inv. 329, cat. 267
Descrizione facilitata:
Interno di camera olandese è un dipinto su metallo (rame) realizzato da Peeter Gysels nel 1679.
Il dipinto è conservato alla Galleria Sabauda di Torino.
Il dipinto rappresenta una stanza con dei quadri alle pareti e per terra frutti e piatti.
Il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale ha restaurato il dipinto nel 2008.
Gli scienziati del Centro di Venaria hanno fatto analisi scientifiche per studiare il dipinto.
I restauratori hanno inserito la cornice e la tavola di legno che sta sotto il dipinto in una camera anossica, una camera senza ossigeno che serve a elimianre gli insetti che mangiano il legno.
Hanno pulito il dipinto dalla polvere, dalla vernice ingiallita e dalle pitture dei vecchi restauri.
Hanno dipinto con colori a vernice le parti senza colore.
Hanno verniciato il dipinto per proteggerlo dai raggi del sole e dalla polvere.
Hanno pulito la conice dalla polvere.
Hanno riempito le mancanze dello strato sotto la doratura con stucco (gesso e colla).
Hanno dorato lo stucco e le parti senza doratura con oro.
Alla fine hanno verniciato la cornice.
Abstract dell'intervento:
Restauro
Il restauro dell’opera è iniziato con l’esposizione in camera anossica del supporto della cornice.
La superficie pittorica è stata sottoposta ad aspirazione dei depositi superficiali e, successivamente allo smontaggio della cornice, si è proceduto all’indagine degli strati pittorici grazie alle analisi multispettrali. Si è quindi deciso di procedere con l’asportazione del film protettivo e dei ritocchi alterati. Dopo la stesura di un primo strato di vernice, le micro lacune sono state reintegrate pittoricamente con colori a vernice, restituendo continuità alla lettura cromatica del dipinto. Infine, è stato nebulizzato un protettivo.
Cornice
Dopo il trattamento in camera anossica è stata condotta una pulitura superficiale con miscela di solventi. Le lacune degli strati preparatori sono state colmate con gesso e colla animale e poi levigate. Su tale substrato, secondo le indicazioni della Direzione dei lavori, è stato applicato il bolo in tre diversi strati con colorazioni differenti (giallo di base, arancio e rosso) e sono state effettuate le integrazioni mimetiche con lamina d’oro. La doratura è stata quindi brunita e abbassata di tono con pigmenti legati con colla di coniglio. Infine, è stato nebulizzato un protettivo finale.
Bibliografia
S. Piretta, Scheda 7.3 in De Van Dyck à Bellotto. Splendeurs à la cour de Savoie, C. E. Spantigati, P. Astrua, A. M. Bava, S. Damiano, Torino, Allemandi, 2009, p. 178.


















