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20-TE-2006_Padova, Musei Civici - Museo d'arte medievale e moderna, J. Negretti (Palma il Giovane), Dipinto celebrativo dei rettori Jacopo e Giovanni Soranzo, inv. 680
Descrizione facilitata:
Il dipinto celebrativo dei rettori Jacopo e Giovanni Soranzo è un telero (un grande dipinto su tela che si appende alle pareti inventato dai pittori veneziani).
Il dipinto rappresenta al centro Gesù e due donne (a sinistra la Giustizia e a destra l'Abbondanza) e ai lati i due funzionari Jacopo e Giovanni Soranzo accompagnati da santi.
Jacopo Negretti ha realizzato il dipinto alla fine del 1500.
Il dipinto è conservato al Museo d'arte medievale e moderna di Padova.
Il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale ha restaurato il dipinto nel 2006.
Gli scienziati del Centro di Venaria hanno fatto della analisi scientifiche per studiare come è stato fatto il dipinto e quali colori sono stati utilizzati.
I restauratori hanno pulito il dipinto dalla polvere.
Hanno eliminato la pittura dei vecchi restauri perchè si era rovinata.
Hanno riempito le mancanze di colore con uno strato di stucco (gesso e colla).
Hanno colorato lo stucco con acquerelli.
Hanno foderato il dipinto (montato una tela dietro il dipinto per rinforzare il dipinto).
Hanno rinforzato il telaio (struttura di legno che sostiene il dipinto da dietro) con delle parti in metallo.
Abstract dell'intervento:
Il telero di Palma il Giovane dei Musei Civici di Padova è stata restaurato dal Centro di Restauro “La Venaria Reale” a distanza di oltre 50 anni dall’intervento di Antonio Lazzarin. Il recupero e il trasporto della tela di grande formato sono stati possibili grazie alla collaborazione di Compagnia di San Paolo, Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e Fondazione Cariparo.
Il dipinto è costituito da quattro tele di lino unite orizzontalmente e con armatura diagonale. Questo tipo di intreccio è particolarmente resistente al peso di ampie superfici e facilita il nuovo modus pingendi affermatosi nella laguna di Venezia a metà del XVI secolo, caratterizzato da una maggiore libertà della pennellata e dall’uso di colori a forti impasti.
L’intervento è stato preceduto da un’approfondita campagna diagnostica volta ad indagare lo stato di conservazione, la tecnica esecutiva, i restauri pregressi e i ripensamenti della composizione. La complessa evoluzione del dipinto, testimoniata dai numerosi pentimenti messi in risalto delle indagini riflettografiche e radiografiche, dimostra una tendenza dell’artista a procedere direttamente sulla tela, attraverso continui cambiamenti in itinere, segno di un fare creativo connotato da fasi istintive, intervallate a momenti di pausa e riflessione. Inoltre, la campagna microstratigrafica su diverse campiture pittoriche ha permesso di ottenere una conoscenza esaustiva delle varie stratificazioni cromatiche e l’individuazione dei diversi pigmenti.
Il restauro della tela ha avuto come obiettivi principali la pulitura dalle sostanze soprammesse non originali e alterate, la rimozione dei ritocchi virati dei precedenti restauri e delle stuccature non più idonee, il consolidamento della superficie con nuove stuccature e la reintegrazione pittorica per ristabilire la continuità del film pittorico e attenuare gli squilibri cromatici. Inoltre, è stata eseguita rifoderatura della tela ed è stato rifunzionalizzato il telaio, aggiungendo un controtelaio metallico di supporto per il ritensionare correttamente il dipinto.
Bibliografia
M. Cardinali, A. Gatti, F. Pellegrini, Il recupero del telero di Palma il Giovane del Museo d'Arte di Padova, in Cronache 3. L'attività della Fondazione Centro Conservazione e Restauro «La Venaria Reale» 2006-2012, Torino, Allemandi, 2013, pp. 47-65;


















