Archivio CCR
55mc05-TA-2017_Torino, Museo Civico d'Arte Antica - Palazzo Madama, D. Ferrari, Madonna in trono con il Bambino tra due santi martiri, inv. 439-D
Descrizione facilitata:
La Madonna in trono con Bambino tra due santi martiri è un dipinto su tavola di legno.
Defendente Ferrari ha realizzato il dipinto nel 1500-1505.
L'opera è conservata al Museo Civico d'Arte Antica di Torino (Palazzo Madama).
Il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale ha restaurato l'opera nel 2017 grazie al contributo della Compagnia di San Paolo.
Gli scienziati del Centro di Venaria hanno fatto analisi scientifiche e hanno scoperto che l'opera era più grande in altezza.
Gli scienziati hanno anche scoperto che il disegno sotto la pittura è stato fatto con una punta metallica.
Hanno analizzato i colori e scoperto che i colori usati per la pelle dei personaggi sono stati spruzzati e non stesi con il pennello.
I restauratori hanno pulito l'opera e eliminato la vernice (strato protettivo sopra la pittura) ingiallita.
Hanno riempito le parti di colore mancante con uno strato di stucco (gesso e colla). Hanno colorato lo stucco.
Hanno verniciato il dipinto per proteggerlo dai raggi del sole e dalla polvere.
Alla fine hanno inserito il dipinto in una camera anossica, una camera senza ossigeno che serve a eliminare gli insetti che si nutrono di legno.
Abstract dell'intervento:
Il restauro della Madonna in trono con Bambino tra due santi martiri, inv. 439/D rientra nel progetto Le professioni del restauro. Studi e ricerche per la conservazione di arredi lignei e dipinti su tavola volto alla conoscenza e alla conservazione delle opere di Defendente Ferrari e Gerolamo Giovenone e avviato nel 2014 dal Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” (CCR) con il sostegno della Compagnia di San Paolo.
Restauro
La campagna diagnostica, che ha preceduto l'intervento di restauro, ha evidenziato diversi aspetti: la radiografia digitale ha messo in luce il ridimensionamento dell'opera in altezza, l'indagine infrarossa ha rivelato il metodo di composizione dell'opera (linee di costruzione incise nella preparazione con punta metallica) e i ripensamenti. Inoltre, il prelievo di campioni ha permesso di ricostruire la tavolozza cromatica e di individuare lo stato di degrado dei materiali e una particolare tecnica esecutiva per la resa di volumi e modellati, soprattutto degli incarnati, basata sull’applicazione del colore per nebulizzazione per creare un effetto sfumato.
L'alterazione cromatica dell'opera e la storia conservativa poco chiara sono state le principali motivazioni del restauro. Pertanto, l'intervento ha previsto la pulitura e la rimozione degli strati di vernice superficiale ingiallita e disomogenea, mentre, sulla base di studi pregressi, si è deciso di mantenere lo strato di vernice proteica nella zona del manto della Vergine per non comprometterne la conservazione. Sono poi state eseguite la stuccature, l'integrazione pittorica e verniciatura per limitare i disturbi dovuti alle vicende conservative. Infine, sono stati eseguiti interventi puntuali di consolidamento del supporto e la disinfestazione in camera anossica per prevenire l'attacco di insetti xilofagi.
Bibliografia
T. Cavaleri, G. Ferraris di Celle, M. Gargano, P. Manchinu, B. Ventura, Defendente Ferrari: dal disegno alla tecnica artistica. Il restauro della Madonna in trono con il Bambino tra due santi martiri di Carmagnola, in Palazzo Madama. Studi e notizie. Rivista del Museo Civico d'Arte Antica di Torino, anno V, numero 4/2020, pp.122-141;


















