Archivio CCR
20-AL-2013_Torino, Museo di Arti decorative Accorsi-Ometto, P. Piffetti, Cofano forte
Descrzione facilitata:
Il cofano forte è un mobile di legno formato da un tavolino e nella parte superiore da un baule (contenitore con coperchio).
Il cofano forte serve per contenere oggetti come per esempio i regali di matrimonio.
Pietro Piffetti ha realizzato il cofano forte nel 1750-1760.
Il cofano forte è conservato al Museo di Arti decorative Accorsi Ometto di Torino.
Il Centro di Restauro La Venaria Reale ha restaurato il mobile nel 2013.
Gli scienziati del Centro di Venaria hanno fatto analisi scientifiche per riconoscere i tipi di legno utilizzati e per studiare la struttura del mobile.
I restauratori hanno incollato le tessere di legno sollevate.
Hanno pulito il cofano forte e eliminato le sostanze dei vecchi restauri che coprivano il mobile.
Hanno riempito le parti mancanti di legno e avorio con materiali simili.
Durante la pulizia, i restauratori hanno visto che i colori erano rovinati e le incisioni sull'avorio erano difficili da vedere.
Hanno ricostruito la decorazione con acquerelli.
Alla fine, hanno verniciato l'opera per proteggerla dai raggi del sole e dalla polvere.
Abstract dell'intervento:
Restauro
Il restauro del Cofano forte di Piffetti è stato preceduto da un’ampia campagna diagnostica: mirati prelievi hanno permesso di riconoscere le differenti specie lignee di cui è composta l’opera, la radiografia digitale ha indagato la struttura del coperchio e ha evidenziato tracce di elementi preesistenti, mentre le analisi FT-IR, XRF e UV hanno individuato la natura del materiale di restauro, utilizzato in sostituzione dell’avorio, per verificarne la compatibilità.
L’intervento è iniziato con la messa in sicurezza delle tessere e delle lastronature non più adese a cui è seguita una pulitura chimica per rimuovere le sostanze alterate dei precedenti restauri, avendo cura di non compromettere le policromie originali. Sono poi state rimosse le tracce di colla preesistente, lasciando così emergere il disegno preparatorio. Le tessere di lastronatura sollevate dal supporto sono state fatte aderire utilizzando colla animale, mentre per quelle plastiche sono state utilizzate resine di sintesi. Sono state reintegrate le lacune dell’apparato decorativo in legno e in avorio con materiali simili agli originali, rendendo l’intervento riconoscibile. Durante la pulitura è emerso il degrado della policromia e la difficoltosa lettura delle incisioni sull’avorio, per questo motivo, è stata condotta l’analisi RTI (Reflectance Transformation Imaging) per un migliore riconoscimento delle caratteristiche cromatiche dell’opera d’arte. È stato così possibile ricostruire pittoricamente ad acquerello i tratti cromatici poco visibili a occhio nudo. Infine, le tessere aggiunte in fase di restauro sono state accordate cromaticamente ed è stato steso uno strato di vernice protettiva finale.
Bibliografia
AAVV, Il restauro del cofano forte di Pietro Piffetti della Fondazione Accorsi-Ometto, in Pietro Piffetti. Il re degli ebanisti, l'ebanista del Re, a cura di Fondazione Accorsi-Ometto, Silvana Editoriale, Milano, 2013, pp. 56-71.


















