Archivio CCR
16-TE-2005_Venaria Reale, Reggia di Venaria, G. Sandri Trotti di Mombasiglio, Caterina Agnese Provana contessa di Rivalta e Francesca de Lucine de Noyer (proprietà castello di Racconigi)
Descrizione facilitata:
Il dipinto su tela rappresenta due principesse a cavallo, Caterina e Francesca.
Il pittore Giorgio Sandri Trotti di Mombasiglio ha realizzato il dipinto nel 1658-1663.
Il dipinto è conservato nella sala di Diana della Reggia di Venaria.
Il Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale" ha restaurato il dipinto nel 2005-2007 per la riapertura della Reggia di Venaria.
Il dipinto è arrivato dal Castello di Racconigi ai laboratori del Centro avvolto intorno a un antico rullo usato per il trasporto dei dipinti.
Intorno a questo antico rullo erano avvolti 5 dipinti.
I dipinti sono stati restaurati e riposizionati nella sala di Diana a Venaria.
I restauratori hanno srotolato il dipinto dal rullo e lo hanno separato dagli altri dipinti.
Il dipinto con le principesse Caterina e Francesca era molto rovinto e le due principesse a cavallo non si riconoscevano.
I restauratori hanno eliminato le pieghe della tela.
Hanno applicato una tela di rinforzo dietro il dipinto e hanno montato il dipinto su un nuovo telaio.
Nella parte davanti del dipinto hanno riempito le mancanze di colore con stuccature (strato di gesso e colla).
Hanno dipinto le stuccature con colori ad acquerelli e vernice.
Alla fine hanno verniciato il dipinto per proteggerlo dai raggi del sole e dalla polvere.
Abstract dell'intervento:
La tela Caterina Agnese Provana contessa di Rivalta e Francesca de Lucine de Noyer fa parte di un ciclo di 10 tableaux raffiguranti dame e cavalieri della corte sabauda a cavallo. Il dipinto è stato restaurato in occasione della riapertura della Reggia di Venaria e dell'esposizione nella sua collocazione originaria nella Sala di Diana. L'opera, di cui è difficile studiare le tracce che ne documentano la storia conservativa, è giunta alla Reggia dal Castello di Racconigi (Residenze Reali Sabaude - Direzione regionale musei nazionali Piemonte).
Al momento dell'arrivo l'opera era avvolta intorno a un antico rullo per il trasporto dei dipinti. Oltre alla tela di Mombasiglio erano avvolti insieme altri quattro dipinti provenienti dal registro superiore della sala di Diana. Questo dipinto era l'ultimo dipinto avvolto attorno al rullo. Si tratta, infatti, del dipinto più esterno che ha subito maggiori danneggiamenti e presentava le condizioni conservative peggiori rispetto a tutti gli altri dipinti della serie.
Il restauro è stato preceduto da una campagna diagnostica per approfondire lo studio della superficie pittorica.
Restauro
L’intervento sul supporto è iniziato con la rimozione delle toppe, dei cartoncini riportanti le iscrizioni e la pulitura dai depositi di sporco e colla. Dopo il consolidamento e l’abbassamento dei bordi con termocauterio, l’opera è stata distesa su un telaio provvisorio per eliminare le deformazioni attraverso il tensionamento. Inoltre, le cuciture che uniscono le 4 tele del dipinto, sono state assottigliate per non interferire con l'adesione della tela di rifodero messa in opera e con il tensionamento sul telaio definitivo.
Sulla pellicola pittorica, è stata rimossa la velinatura di protezione con carta giapponese e sono stati condotti mirati interventi di consolidamento. Dopo la rimozione dei residui di colla alterata dei precedenti restauri, si è deciso di mantenere le ridipinture e i protettivi relativi agli interventi passati. L’integrazione della pellicola pittorica, considerato il pessimo stato conservativo e le estese lacune, è stata finalizzata al recupero delle campiture per restituire una comprensione generale dell’opera. Sono quindi state eseguite le stuccature vicino a piccole porzioni di colore mancante per ricucire puntualmente tutti i frammenti rimasti. Le stuccature sono state poi reintegrate con colori ad acquerello e a vernice e il supporto tessile è stato equilibrato con velature ad acquarello. Infine, è stata stesa una vernice protettiva. Grazie a queste operazioni sono risultati riconoscibili la figura di destra, la principessa sulla sinistra, i due cavalli e parte del fondo, costituito principalmente da un’architettura su cui si appoggia un morbido drappo di colore rosso.
Bibliografia
- C. E. Spantigati, Schede 8.11-8.17 in La Reggia di Venaria Reale e i Savoia. Arte, magnificenza e storia di una corte europea, a cura di E. Castelnuovo, catalogo della mostra (Reggia di Venaria, 12 ottobre 2007 - 30 marzo 2008), pp. 156-159;
- Delle cacce ti dono il sommo impero: restauri per la sala di Diana alla Venaria Reale, in «Archivio 2», a cura di C. E. Spantigati, Nardini Editore, Firenze, 2008, pp. 124-161.


















