Archivio CCR
19-TE-2005_Venaria Reale, Reggia di Venaria, B. Mathieu, Caterina Isnarda marchesa di Caluso e Delibera Eleonora S. Martino di Parella marchesa di Rodi, inv. 273 (proprietà Castello di Racconigi)
Descrizione facilitata:
Il dipinto su tela rappresenta due principesse a cavallo, Caterina e Eleonora.
Il pittore Balthasar Mathieu ha realizzato il dipinto tra il 1658 e il 1663.
Il dipinto è conservato nella sala di Diana della Reggia di Venaria.
Il Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale" ha restaurato il dipinto nel 2005-2007 per la riapertura della Reggia di Venaria.
Il dipinto è arrivato dal Castello di Racconigi ai laboratori del Centro avvolto intorno a un antico rullo usato per il trasporto dei dipinti.
Intorno a questo antico rullo erano avvolti 5 dipinti.
I dipinti sono stati restaurati e riposizionati nella sala di Diana a Venaria.
I restauratori hanno srotolato il dipinto dal rullo e lo hanno separato dagli altri dipinti.
I restauratori hanno pulito il dipinto con le principesse Caterina e Eleonora.
Hanno eliminato le toppe del retro messe durante i vecchi restauri.
Hanno eliminato le pieghe dalla tela.
Hanno applicato una tela di rinforzo dietro il dipinto e hanno montato il dipinto su un nuovo telaio.
Nella parte davanti del dipinto i restauratori hanno sistemato gli interventi di restauro del 1800 senza eliminarli.
Alla fine hanno verniciato il dipinto per proteggerlo dai raggi del sole e dalla polvere.
Abstract dell'internvento:
La tela Caterina Isnarda marchesa di Caluso e Delibera Eleonora S.Martino di Parella marchesa di Rodi fa parte di un ciclo di 10 tableaux raffiguranti dame e cavalieri della corte sabauda a cavallo. Il dipinto è stato restaurato in occasione della riapertura della Reggia di Venaria e dell'esposizione nella sua collocazione originaria nella Sala di Diana. L'opera, dalla movimentata storia conservativa, è giunta alla Reggia dal Castello di Racconigi (Residenze Reali Sabaude - Direzione regionale musei nazionali Piemonte). Al momento dell'arrivo l'opera era avvolta intorno a un antico rullo per il trasporto dei dipinti. Oltre alla tela di Mathieu erano avvolti insieme altri quattro dipinti provenienti dal registro superiore della sala di Diana.
Il restauro è stato preceduto da un'approfondita campagna diagnostica: i prelievi hanno permesso di indagare la natura dei pigmenti, le radiografie sui volti delle due principesse a cavallo hanno evidenziato la presenza di ampie lacune e le riprese con luce ultravioletta hanno mostrano l'estensione degli interventi di restauro pregressi.
Restauro
Il restauro sul dipinto è iniziato dalla pulitura del retro e dalla rimozione delle toppe in tela di lino e dei depositi di colla, risalenti a restauri precedenti. Successivamente sono state distese le numerose pieghe presenti, risarcite le lacerazioni con porzioni di tela di lino e consolidati i bordi. Il dipinto è stato fissato con un tensionamento calibrato su un nuovo telaio in legno d’abete di tipo fisso con un sistema di scorrimento per distanziare la tela dalle traverse.
Nella fase successiva è stata tolta la velina dal fronte del dipinto e sono state consolidate le scaglie di colore a rischio caduta. Sono quindi state eseguite prove di pulitura, al termine delle quali, in accordo con la direzione lavori, si è deciso di non continuare con un'operazione di rimozione delle ridipinture ottocentesche, ma di alleggerire lo spesso strato di film pittorico superficiale. Lo strato originario dell'opera era infatti troppo compromesso e le ridipinture ottocentesche estese, ma molto ben conservate. Infine, il dipinto è stato integrato con stuccature intonate cromaticamente con colori ad acquerello ed è stato verniciato.
Bibliografia
- C. E. Spantigati, Schede 8.11-8.17 in La Reggia di Venaria Reale e i Savoia. Arte, magnificenza e storia di una corte europea, a cura di E. Castelnuovo, catalogo della mostra (Reggia di Venaria, 12 ottobre 2007 - 30 marzo 2008), pp. 156-159;
-Delle cacce ti dono il sommo impero: restauri per la sala di Diana alla Venaria Reale, in «Archivio 2», a cura di C. E. Spantigati, Nardini Editore, Firenze, 2008, pp. 124-161.


















