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Archivio CCR

62-AL-2017_Torino, Museo Civico d’Arte Antica – Palazzo Madama, P. Piffetti, Planetario, inv. 1269/L
Torino, Museo Civico d’Arte Antica – Palazzo Madama, P. Piffetti, Planetario, inv. 1269/L - prima del restauro
Torino, Museo Civico d’Arte Antica – Palazzo Madama, P. Piffetti, Planetario, inv. 1269/L - prima del restauro
Torino, Museo Civico d’Arte Antica – Palazzo Madama, P. Piffetti, Planetario, inv. 1269/L - prima del restauro
Torino, Museo Civico d’Arte Antica – Palazzo Madama, P. Piffetti, Planetario, inv. 1269/L - prima del restauro
Torino, Museo Civico d’Arte Antica – Palazzo Madama, P. Piffetti, Planetario, inv. 1269/L - sopralluogo
Torino, Museo Civico d’Arte Antica – Palazzo Madama, P. Piffetti, Planetario, inv. 1269/L - durante il restauro
Torino, Museo Civico d’Arte Antica – Palazzo Madama, P. Piffetti, Planetario, inv. 1269/L - durante il restauro
Torino, Museo Civico d’Arte Antica – Palazzo Madama, P. Piffetti, Planetario, inv. 1269/L - durante il restauro
Torino, Museo Civico d’Arte Antica – Palazzo Madama, P. Piffetti, Planetario, inv. 1269/L - analisi UV
Torino, Museo Civico d’Arte Antica – Palazzo Madama, P. Piffetti, Planetario, inv. 1269/L - dopo il restauro
62-AL-2017_TO_Piffetti_planetario
Scheda di restauro
AAVV,

62-AL-2017_Torino, Museo Civico d’Arte Antica – Palazzo Madama, P. Piffetti, Planetario, inv. 1269/L



Descrizione facilitata: 

 

Il Planetrario è un opera in legno che rappresenta il movimento dei pianeti. 
Pietro Piffetti ha realizzato il planetario all'inizio del 1700. 
Il planetario è conservato al Museo Civico d'Arte Antica di Torino (Palazzo Madama). 
Il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale ha restaurato il planetario nel 2017. 
I restauratori hanno inserito il planetario in camera anossica, una camera senza ossigeno che serve a eliminare gli insetti che si nutrono di legno. 
Hanno pulito l'opera dalla polvere.
Hanno riempito le parti di legno mancante con legno simile all'originale.
Hanno riparato e fissato i pezzi in metallo e avorio (materiale che si ottiene dalle zanne degli elefanti).
Hanno riparato il meccanismo che faceva ruotare i pianeti.
Alla fine hanno verniciato il planetario per proteggerlo dal sole e dalla polvere.

 

 

 

Abstract dell'intervento: 

 

Restauro

L’opera è stata sottoposta a un trattamento di disinfestazione in camera anossica e smontata in ogni sua parte. È stata quindi eseguita la pulitura con hyrogel, monitorando le operazioni con lampada a ultravioletti. Le integrazioni sono state realizzate con materiali simili agli originali (palissandro e avorio). Una delle decorazioni a conchiglia presenti sulla cintura, integrata durante un precedente intervento di restauro con madreperla, è stata rimossa e sostituita con avorio ritoccato con colori ad acquerello per imitare le decorazioni incise. Grazie a fonti bibliografiche dell’epoca (Jean Antoine Nollet L'Art des expériences, ou Avis aux amateurs de la physique, sur le choix, la construction et l'usage des instruments e Lecons de physique expèrimentale) è stato possibile comprendere la funzione di ogni elemento. I pezzi in ottone, in legno e in avorio sono quindi stati ripristinati, saldati e assemblati correttamente. Successivamente è stata aggiunta una piastra di sostegno del globo, sono state sostituite le cinghie che trasferiscono il movimento ai pianeti, ed è stato risanato il supporto ligneo del perno che trasferisce il movimento al quadrante. Infine, è stata applicata una vernice protettiva.

 

Bibliografia 

C. Arnaldi di Balme, S. De Blasi, P. Luciani, G. Massone, Tra arte e scienza. Il restauro del planetario di Pietro Piffetti, in "Palazzo Madama. Studi e notizie. Rivista del Museo Civico d'Arte Antica di Torino", anno V, numero 4/2020.