CENTRO CONSERVAZIONE RESTURO La Venaria RealeHome / Archivio digitale – singola opera



Archivio CCR

124mc11-AL-2017_Torino, Palazzo Reale, B. Ferrero, Cassettone, inv. DC 10096
Torino, Palazzo Reale, B. Ferrero, Cassettone, inv. DC 10096 - prima del restauro
Torino, Palazzo Reale, B. Ferrero, Cassettone, inv. DC 10096, verso - prima del restauro
Torino, Palazzo Reale, B. Ferrero, Cassettone, inv. DC 10096 - durante il restauro
Torino, Palazzo Reale, B. Ferrero, Cassettone, inv. DC 10096 - durante il restauro
Torino, Palazzo Reale, B. Ferrero, Cassettone, inv. DC 10096 - analisi UV
Torino, Palazzo Reale, B. Ferrero, Cassettone, inv. DC 10096 - dopo il restauro
124mc11-AL-2017_Palazzo_Reale_Ferrero_cassettone
Scheda di restauro

124mc11-AL-2017_Torino, Palazzo Reale, B. Ferrero, Cassettone, inv. DC 10096



Descrizione facilitata: 

 

Il cassettone è un mobile di legno dipinto e dorato con 2 cassetti e un ripiano di marmo. Biagio Ferrero ha realizzato il cassettone nel 1789.
Il cassettone è conservato presso il Palazzo Reale di Torino.
Il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale ha restaurato il cassettone nel 2017.
I restauratori hanno inserito il cassettone in camera anossica, una camera senza ossigeno che serve a eliminare gli insetti che si nutrono di legno.
Hanno pulito le parti di legno e il piano di marmo dalla polvere. Hanno messo sul marmo una sostanza che protegge dai raggi del sole e dalla polvere.
Hanno incollato le parti di legno staccate e riempito le parti di legno mancante con stucco (strato di gesso e colla).
Hanno colorato lo stucco con acquerelli e polvere dorata.
Hanno sistemato uno dei piedi di appoggio e hanno eliminato la ruggine dalle parti in metallo.
Alla fine hanno verniciato il cassettone per proteggerlo dai raggi del sole e dalla polvere.

 

 

 

 

Abstract dell'intervento: 

 

Restauro realizzato in occasione dell'esposizione in mostra Genio e mestria. Mobili ed ebanisti alla corte sabauda tra Settecento e Ottocento (Reggia di Venaria, Sala delle Arti 17 marzo - 15 luglio 2018). 

Restauro

L'intervento è iniziato con un trattamento in camera anossica per un periodo di tre settimana per eliminare eventuali attacchi entomatici. Si è poi proceduto alla pulitura chimica della superficie dal particolato atmosferico e dai depositi incoerenti, mentre per le parti dipinte sono state utilizzate gomme di varia morbidezza. Il piano di marmo è stato pulito con una miscela di acqua demineralizzata e carbonato di ammonio in soluzione satura e i graffi sono stati intonati cromaticamente con colori acquarello. Sul ripiano è stato poi steso uno strato protettivo di cera microcristallina. Successivamente sono stati eseguiti il consolidamento dei microsollevamenti e la stuccatura delle lacune, poi integrate cromaticamente con colori acquerello (tecnica a puntinato) e polvere micacea sulla doratura.
La decorazione mancante del piede posteriore sinistro è stata ridefinita in legno, ancorata al supporto con colla vinilica e integrata cromaticamente. Sulle maniglie e sulle bocchette sono state eliminate le ossidazioni e i chiodi sono stati trattati con convertitore di ruggine. Infine, sulla superficie sono state stese soluzione antitarlo e una vernice protettiva. 

 

Bibliografia

F. Gualano, Scheda 40, in Genio e mestria. Mobili ed ebanisti alla corte sabauda tra Settecento e Ottocento (catalogo), a cura di S. De Blasi, Torino, Allemandi, 2018, pp. 255.