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Archivio CCR

124mc13-AL-2017_Torino, Palazzo Reale, G. Capello, Tavola magnifica, inv. 9310
Torino, Palazzo Reale, G. Capello, Tavola magnifica, inv. 9310 - prima del restauro
Torino, Palazzo Reale, G. Capello, Tavola magnifica, inv. 9310 - prima del restauro
Torino, Palazzo Reale, G. Capello, Tavola magnifica, inv. 9310 - durante il restauro
Torino, Palazzo Reale, G. Capello, Tavola magnifica, inv. 9310 - analisi UV durante il restauro
Torino, Palazzo Reale, G. Capello, Tavola magnifica, inv. 9310 - dopo il restauro
Torino, Palazzo Reale, G. Capello, Tavola magnifica, inv. 9310 - dopo il restauro
124mc13-AL-2017_Palazzo_Reale_Capello_tavola_magnifica
Scheda di restauro

124mc13-AL-2017_Torino, Palazzo Reale, G. Capello, Tavola magnifica, inv. 9310



Descrizione facilitata: 

 

La Tavola magnifica è un tavolo rotondo con una decorazione a intarsio, cioè realizzata con diversi tipi di legno e avorio.
Al centro del tavolo è rappresenta una donna, la Terra, su un carro tirato da leoni.
Gabriele Capello ha realizzato il tavolo nel 1842. Il tavolo è conservato presso il Palazzo Reale di Torino.
Il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale ha restaurato il tavolo nel 2017.
I restauratori hanno inserito il tavolo in una camera anossica, una camera senza ossigeno che serve a eliminare gli insetti che si nutrono di legno.
Hanno pulito il tavolo dalla polvere e dalla vernice ingiallita.
Hanno riempito i buchi causati dagli insetti che si nutrono di legno con stucco (gesso e colla).
Hanno aggiustato uno dei piedi e hanno incollato le parti di legno che si erano staccate. Hanno coperto le parti di legno mancante con tessere di legno. Hanno colorato sul retro le tessere di legno per rendere riconoscibili le parti aggiunte con il restauro.
Hanno coperto i piccoli buchi con stucco (strato di gesso e colla).
Hanno verniciato il tavolo per proteggerla dai raggi del sole e dalla polvere.

 

 

 

 

Abstract dell'intervento:
 

Restauro realizzato in occasione dell'esposizione in mostra Genio e mestria. Mobili ed ebanisti alla corte sabauda tra Settecento e Ottocento (Reggia di Venaria, Sala delle Arti 17 marzo - 15 luglio 2018). 

Restauro

L'intervento è iniziato con un trattamento in camera anossica per un periodo di tre settimana per eliminare eventuali attacchi entomatici. Si è poi proceduto alla pulitura differenziata in base agli elementi: rimozione chimica per i depositi atmosferici, meccanica a bisturi per i depositi più consistenti e con micro-aspiratore e pennellesse a setola morbida sulle parti in tessuto. La vernice ossidata sulle parti in avorio è stata rimossa con alcol e azione meccanica e i fori da sfarfallamento sono stati colmati con stucco ceroso addizionato con pigmenti naturali. Sono quindi state rimosse le integrazioni e i residui di colla relativi ai precedenti interventi. Il distacco del piede è stato consolidato facendolo nuovamente aderire al supporto con colla e l'inserimento di due viti. Le tessere di tarsia sollevata sono state fatte aderire nuovamente al supporto mediante iniezioni puntuali di colla. Sono quindi state integrate le tessere lignee mancati con la stessa specie lignea, le tessere in avorio con lo stesso materiale e i filetti in avorio mancanti con galalite. Queste parti sono state poi accordate cromaticamente con colori acquarello e sul retro è stata applicata una sostanza che le rende radiopache e facilemente individuabili per mezzo di analisi a raggi X. I filetti d’ottone mancanti sono stati integrati con filetti in ottone cotto, fatti aderire al supporto con colla. Le piccole lacune presenti sulla tarsia in avorio e sulla superficie lignea sono state colmate con stucco composto da cera microcristallina mescolata a pigmenti. Al di sotto del piano nella sede centrale sono state rimosse le viti ed inserito un tassello ligneo, a cui è ancorato il perno metallico di nuova fattura. Infine, è stata stesa una vernice protettiva finale. 

 

Bibliografia

C. Accornero, Scheda 85, in Genio e mestria. Mobili ed ebanisti alla corte sabauda tra Settecento e Ottocento (catalogo), a cura di S. De Blasi, Torino, Allemandi, 2018, pp. 311-312.