CENTRO CONSERVAZIONE RESTURO La Venaria RealeHome / Archivio digitale – singola opera



Archivio CCR

124mc15-AL-2017_Torino, Palazzo Reale, G. G. Descalzi (il Campanino), Tavolo rotondo con intarsi a raggiera, inv. 4805
Torino, Palazzo Reale, G. G. Descalzi (il Campanino), Tavolo rotondo con intarsi a raggiera, inv. 4805 - prima del restauro
Torino, Palazzo Reale, G. G. Descalzi (il Campanino), Tavolo rotondo con intarsi a raggiera, inv. 4805 - prima del restauro
Torino, Palazzo Reale, G. G. Descalzi (il Campanino), Tavolo rotondo con intarsi a raggiera, inv. 4805 - prima del restauro
Torino, Palazzo Reale, G. G. Descalzi (il Campanino), Tavolo rotondo con intarsi a raggiera, inv. 4805 - analisi UV
Torino, Palazzo Reale, G. G. Descalzi (il Campanino), Tavolo rotondo con intarsi a raggiera, inv. 4805 - dopo il restauro
124mc15-AL-2017_Palazzo_Reale_Descalzi_tavolo
Scheda di restauro

124mc15-AL-2017_Torino, Palazzo Reale, G. G. Descalzi (il Campanino), Tavolo rotondo con intarsi a raggiera, inv. 4805



Descrizione facilitata:

 

Il tavolo rotondo di Giuseppe Gaetano Descalzi è stato realizzato nel 1838.
Il tavolo è conservato presso il Palazzo Reale di Torino.
Il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale ha restaurato lo scrittoio nel 2017.
I restauratori hanno inserito il tavolo in una camera anossica, una camera senza ossigeno che serve a eliminare gli insetti che si nutrono di legno.
Hanno pulito il tavolo dalla polvere.
Hanno riempito le parti di legno mancante con tessere di legno simile. Hanno colorato sul retro le tessere di legno per rendere riconoscibili le parti aggiunte con il restauro.
Hanno verniciato lo scrittoio per proteggerlo dai raggi del sole e dalla polvere.

 

 

 

 

Abstract dell'intervento:

 

Restauro realizzato in occasione dell'esposizione in mostra Genio e mestria. Mobili ed ebanisti alla corte sabauda tra Settecento e Ottocento (Reggia di Venaria, Sala delle Arti 17 marzo - 15 luglio 2018).

Restauro

L'intervento è iniziato con una disinfestazione in camera anossica per un periodo di tre settimane per eliminare eventuali attacchi entomatici. È stata poi effettuata la pulitura chimica della superficie dai residui cerosi e di colla. Per l'integrazione della parti mancanti sono state utilizzate le medesime essenze lignee dell'originale, sulle tessere è stata stesa una sostanza che le rende riconoscibili all'analisi RX. Le fenditure sono state colmate invece con cera pigmentata e l’abrasione sul piano è stata adeguata cromaticamente al resto della superficie con acquerelli stesi a velatura. Infine, è stata applicata una verniciatura protettiva. 

 

Bibliografia

C. Accornero, Scheda 82, in Genio e mestria. Mobili ed ebanisti alla corte sabauda tra Settecento e Ottocento (catalogo), a cura di S. De Blasi, Torino, Allemandi, 2018, pp. 308-309.