Archivio CCR
25mc29-TE-2014_Torino, Galleria Sabauda, J. Robusti (Tintoretto), Ritratto di Sebastiano Venier, inv. 442
Descrizione facilitata:
Il ritratto di Sebastiano Venier è un dipinto.
Il dipinto rappresenta Sebastiano Venier con un armatura.
Il pittore Jacopo Robusti detto Tintoretto ha realizzato il dipinto tra il 1560-1635.
Il dipinto è conservato alla Galleria Sabauda di Torino.
Il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale ha restaurato il dipinto nel 2014.
I restauratori hanno smontato il dipinto dal telaio (struttura di legno che sta dietro il dipinto e serve a sostenere il dipinto).
Hanno sistemato il telaio inserendo parti di metallo per renderlo regolabile.
Hanno incollato le parti di colore che si stavano staccando.
Hanno pulito il dipinto e hanno eliminato la vernice ingiallita e le pitture del vecchio restauro.
I restauratori hanno riempito le parti senza colore con stucco (strato di gesso e colla).
Hanno verniciato il dipinto per proteggerlo dai raggi del sole e dalla polvere.
Dopo i restauratori hanno pulito la cornice dalla polvere.
Hanno messo sulla cornice una sostanza contro gli insetti che mangiano il legno.
Hanno riempito i buchi del legno mancante con stucco.
Hanno ricostruito alcune parti di legno.
Abstract dell'intervento:
La tela è stata oggetto di un intervento di conservazione e restauro in occasione dell’allestimento della Galleria Sabauda presso la nuova sede nella Manica Nuova di Palazzo Reale di Torino (2014). Il restauro è stato accompagnato da una campagna diagnostica multispettrale e da una documentazione fotografica per approfondire alcune caratteristiche tecniche dell’opera.
Restauro
L'intervento è iniziato con lo smontaggio dal telaio e la rimozione dei listelli lignei perimetrali, che compromettevano il corretto tensionamento. Il telaio è stato quindi revisionato e sono stati inseriti estensori metallici con espansione regolabile.
Sono poi state effettuate localizzate infiltrazioni di adesivo e apporto di pressione per far riaderire i difetti di adesione della tela da rifodero.
Successivamente sono stati rimossi i depositi superficiali dal verso del dipinto, dal telaio e dalla cornice con pennelli e micro-aspiratori.
La pulitura della superficie pittorica, invece, è stata eseguita chimicamente e ha previsto la rimozione della vernice alterata, dei ritocchi e delle stuccature di restauro debordanti.
Le piccole lacune degli strati pittorici sono state riempite con nuove stuccature, poi integrate cromaticamente ad acquarello. Per le abrasioni e le vecchie stuccature, invece, sono stati utilizzati colori a vernice. Infine, è stato steso un protettivo finale.
La cornice è stata trattata con antitarlo ed è stata pulita chimicamente dai depositi atmosferici. Sono seguite la fermatura dei difetti di adesione, la rimozione dei depositi incoerenti dalla superficie, la stuccatura della lacune, poi integrate con bolo armeno e foglia oro e oro in conchiglia.
Infine, sono state ricostruite le mancanze di struttura lignea con resina epossidica (naso mancante del putto), sono stati colmati i fori da sfarfallamento del verso e la battuta d'appoggio è stata coperta con una pellicola per evitare abrasioni del dipinto.


















