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Archivio CCR

46-AL-2006_Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, P. Piffetti (attr.), Cassettone a doppio corpo, inv. 2347
Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, P. Piffetti (attr.), Cassettone a doppio corpo, inv. 2347 - prima del restauro
Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, P. Piffetti (attr.), Cassettone a doppio corpo, inv. 2347 - prima del restauro
Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, P. Piffetti (attr.), Cassettone a doppio corpo, inv. 2347 - prima del restauro
Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, P. Piffetti (attr.), Cassettone a doppio corpo, inv. 2347 - durante il restauro, integrazioni
Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, P. Piffetti (attr.), Cassettone a doppio corpo, inv. 2347 - dopo il restauro
46-AL-2006_Stupinigi_piffetti_cassettone_2485
Scheda di restauro
Scheda tecnica di rilevamento
Scheda di campionamento
Rilievo grafico stato di conservazione
Rilievo grafico stato di conservazione laterale destro
Rilievo grafico stato di conservazione laterale sinistro
Rilievo grafico stato di conservazione prospetto posteriore
Rilievo grafico stato di conservazione e interventi precedenti frontale
Rilievo grafico stato di conservazione e interventi precedenti laterale destro
Rilievo grafico stato di conservazione e interventi precedenti laterale sinistro
Rilievo grafico interventi attuali prospetto frontale
Rilievo grafico interventi attuali laterale destro
Rilievo grafico interventi attuali laterale sinistro

46-AL-2006_Nichelino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, P. Piffetti (attr.), Cassettone a doppio corpo, inv. 2347



Descrizione facilitata:

 

Il doppio corpo è un mobile di legno formato da un cassettone con scrittoio e nella parte superiore un armadio con anta.
Lo sportello apribile al centro è decorato con la scena della Bibbia di Noè che esce dall'arca (nave).
Pietro Piffetti ha realizzato il doppio corpo nel 1731-1735 con diversi tipi di legno, bronzo dorato e avorio (materiale che si ricava dalle zanne degli elefanti).
Il mobile è conservato presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi.
Il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale ha restaurato il doppio corpo nel 2006-2007 dopo il ritrovamento del mobile. Il doppio corpo infatti era stato rubato nel 2004.
I restauratori hanno inserito il mobile in una camera anossica (camera senza ossigeno che serve per eliminare gli insetti che si nutrono del legno).
Hanno eseguito una pulitura (pulito la superficie dallo sporco depositato nel corso del tempo).
Il mobile presentava delle lacune (parti mancanti) della decorazione di legno. Anche una delle gambe di sostegno era mancante.
I restauratori hanno integrato (riempito) le lacune con lo stesso tipo di legno. 
Hanno consolidato (reso più stabili) le parti della decorazione di legno che si stavano staccando. 
Alla fine hanno verniciato il mobile per proteggerlo dai raggi del sole e dalla polvere.

 

 

 

 

Abstract dell'intervento:

 

Il restauro del cassettone a doppio corpo di Pietro Piffetti è stato ultimato nel 2008 sotto la supervisione di Pinin Brambilla Barcilon. L'intervento è stato svolto in occasione del ritrovamento del nucleo di opere trafugato dalla Palazzina di Caccia di Stupinigi nel 2004. Dopo il restauro l'opera è stata ricollocata presso la Palazzina.

 

Restauro

L'intervento è iniziato con una disinfestazione in camera anossica per un periodo di tre settimane. Successivamente il mobile è stato pulito dai depositi atmosferici e con prodotti atti a contrastare gli attacchi micotici. È stato quindi steso un prodotto antitarlo. I restauratori hanno integrato la gamba mancante e la modanatura laterale. Sono poi stati eseguiti gli incollaggi delle parti distaccate e le fermature delle tessere sollevate. In seguito sono state integrate le lacune con legni simili agli originali e le tarsie con avorio. Infine, è stato steso un film di vernice protettiva e di cera microcristallina.

 

Bibliografia

S. De Blasi, Scheda 3, in "Il restauro degli arredi lignei. L'ebanisteria piemontese: studi e ricerche", a cura di C. E. Spantigati, S. De Blasi, Firenze, Nardini, 2011, pp. 79-85.