Archivio CCR
19-AL-2014_Santena, Castello Cavour, P. Piffetti, Tavolino, inv. I/50
Descrizione facilitata:
Il tavolino intarsiato è un mobile di legno con decorazioni in avorio (materiale che si prende dalle zanne degli elenfanti).
Pietro Piffetti ha realizzato il tavolino nel 1739.
Il tavolino è conservato presso il Castello Cavour a Santena.
Il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale ha restaurato il tavolino nel 2014.
I restauratori hanno inserito il tavolino in camera anossica, una camera senza ossigeno che serve a eliminare gli insetti che mangiano il legno.
Poi, hanno incollato i pezzi di avorio che si stavano staccando.
Hanno pulito il tavolino dalla polvere. Hanno elimiato lo strato di vernice protettiva ingiallita dalle parti in avorio.
Hanno riparato la gamba del tavolino staccata.
Hanno riempito le mancanze di legno con materiale simile.
Hanno messo una protezione sul tavolino contro i raggi del sole e la polvere.
Alla fine hanno pulito le parti dorate e colorato le mancanze di doratura con acquerelli.
Abstract dell'intervento:
Restauro
L'intervento sul tavolino s'inserisce nell'ambito dei restauri degli arredi del Castello di Santena in occasione del riallestimento dell'intera residenza.
Il restauro è iniziato con la disinfestazione in camera anossica e la stesura di antitarlo a scopo di preventivo.
É seguito il consolidamento delle tessere interessate da distacchi. Per i distacchi di maggiore entità è stata effettuata prima la pulitura e poi l'incollaggio con adesivo e pressione con molle e morsetti.
Successivamente la superficie del tavolino è stata pulita meccanicamente e chimicamente. In questa fase è stata effettuata anche la rimozione selettiva del protettivo alterato presente sulle tarsie in avorio. La patina alterata è stata rimossa anche dalla bocchetta metallica del cassetto.
A livello strutturale, la gamba che risultava già distaccata, è stata riposizionata correttamente, eliminando il forte disallineamento rispetto alle altre tre gambe. Dove necessario, si è intervenuti con stuccature.
In accordo con la Direzione lavori si è deciso di integrare le lacune presenti sulla tarsia con materiali equivalenti a quelli originali. La riconoscibilità dell'intervento è stata garantita dall'applicazione di bismuto sul retro delle nuove integrazioni. Le tessere risarcite sono state poi integrate cromaticamente con colori acquerello ad imitazione dell’incisione. Su tutta la superficie lignea è stato quindi steso un protettivo a base di cera microcristallina.
Infine, a livello delle decorazioni dorata è stata eseguita una pulitura che ha messo in evidenza le numerose mancanze. L'integrazione è stata eseguita in maniera localizzata con colori acquerello.


















