Archivio CCR
31-DG-2020_Antagnod (AO), Chiesa parrocchiale, A. De Lonhy (attr.), Vergine assunta, inv. 26780
Descrizione facilitata:
La Vergine (Maria madre di Gesù) è una sculture di legno dipinto.
Antoine De Lonhy insieme ad un altro scultore ha realizzato la Vergine nel 1480-1485.
La Vergine fa parte di un'opera che decorava l'altare della collegiata (chiesa) di sant'Orso ad Aosta.
Oggi quest'opera è divisa in diversi musei.
La Vergine è conservata presso la chiesa di Antagnod in Valle d'Aosta.
Il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale ha restaurato gli angeli nel 2020 per una mostra.
I restauratori hanno pulito la Vergine dalla polvere e dalle pitture dei vecchi restauri usando uno strumento con raggi laser.
Hanno dipinto le parti senza colore.
Hanno lasciato molte parti di legno a vista perchè non è conservato il colore originale.
Alla fine hanno incollato la frattura del polso.
Abstract dell'intervento:
L'intervento è stato svolto in occasione della mostra Il rinascimento europero di Antoine de Lonhy (Susa, Museo Diocesano, 10 luglio - 10 ottobre 2021; Torino, Palazzo Madama, 23 settembre 2021 - 9 gennaio 2022).
Il progetto legato alla mostra ha previsto il restauro di diverse opere che originariamente ornavano l'altare maggiore della collegiata di Sant'Orso, oggi disperse in diverse sedi. In particolare sono state restaurate la Vergine Assunta (chiesa di Antagnod), un gruppo scultoreo di angeli (smembrato tra il Castello di Issone e Palazzo Madama a Torino) e la predella (Palazzo Madama a Torino). Inoltre, sono stati eseguiti approfondimenti diagnostici sulle tavole dipinte (Collegiata di Sant'Orso ad Aosta) e sulle due sculture lignee di sant'Orso e san Pietro (Cappella di San Rocco ad Aosta).
Il recupero conservativo della scultura della Vergine ha permesso confronti comparativi tra gli elementi costitutivi della grande macchina d’altare smembrata e approfondimenti sulla tecnica esecutiva nell’ottica di individuare elementi a supporto dell’attribuzione, per la parte pittorica, ad Antoine de Lonhy.
L'intervento è stato accompagnato da una campagna diagnostica condotta in collaborazione con il Laboratorio analisi scientifiche della Regione Autonoma della Valle d’Aosta (LAS). Obiettivo principale è stato quello di comprendere la tecnica esecutiva, individuare le sostanze sovrammesse, la successione degli strati pittorici e la tipologia di legante impiegato.
Il confronto con le altre sculture e la campagna diagnostica hanno permesso di avanzare l'ipotesi di un intervento diretto di De Lonhy nella realizzazione del trattamento pittorico delle sculture.
Restauro
La pulitura è stata una delle operazioni principali dell'intervento. In particolare è stata effettuata in maniera differenziata rimuovendo i materiali mediante bisturi e con tecnologia laser a seconda delle caratteristiche del materiale.
L'integrazione cromatica è state eseguita con velature delle abrasioni superficiali, volte a un generale riordino dell’insieme. Le integrazioni, realizzate su stuccatura, sono state limitate alle aree di congiunzione tra isole di colore a rischio caduta e alle zone della fronte della Vergine, del dorso delle mani e dell’occhio mancante. Sono quindi state lasciate aree con legno a vista per rispettare lo stato di conservazione reale della policromia.
Infine, la frattura del supporto in corrispondenza del polso è stata risarcita mediante applicazione di materiale riempitivo.
Bibliografia
- S. Barberi, Scheda 28, in Il Rinascimento europeo di Antoine de Lonhy (catalogo), a cura di S. Baiocco e V. Natale, Genova, Sagep, 2021, pp. 304-307;
- P. Buscaglia, S. Cheney, F. Zenucchini, A. Piccirillo, M. Cardinali, L. Appolonia, V. M. Vallet, Antoine De Lonhy e l'Assunta dell'ancona dell'altare maggiore della Collegiata dei santi Pietro e Orso ad Aosta. Studio e criticità di intervento, in XIX Congresso Nazionale IGII. Lo Stato dell'Arte 19, volume degli atti (Palazzo Garzolini di Toppo Wassermann, Udine, 16-18 settembre 2021), Firenze, Nardini, 2021, pp. 41-52.


















