Archivio CCR
D10mc01-AL-2012_Racconigi, Castello, G. Capello (Moncalvo), Colonna, inv. R6222
Descrizione facilitata:
La colonna è un'opera di legno con decorazioni a intarsio (decorazioni fatte con tipi di legno diverso).
Gabriele Capello detto Moncalvo ha realizzato la colonna nel 1844-1847.
La colonna è conservata presso il Castello di Racconigi nel Gabinetto Etrusco.
Il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale ha restaurato la colonna nel 2012.
Una studentessa di restauro ha restaurato la colonna per la tesi (esame finale).
Gli scienziati del Centro di Venaria hanno fatto analisi scientifiche per vedere l'interno della colonna.
La restauratrice ha smontato la parte bassa della colonna.
Ha pulito la colonna dalla polvere e dai resti di colla.
Ha incollato le parti di legno staccate.
Ha messo sulla colonna un prodotto contro gli insetti che mangiano il legno.
La restauratrice ha riempito le piccole mancanze di legno con una sostanza a base di cera.
Ha dipinto le mancanze di legno più grandi con acquerelli per rendere uniforme il colore della superficie.
Alla fine ha verniciato la colonna per proteggerla dai raggi del sole e dalla polvere.
Abstract dell'intervento:
Il restauro è stato svolto nell'ambito di un progetto didattico che ha previsto l'intervento su due colonne di legno intarsiato del Gabinetto Etrusco del Castello di Racconigi. Il lavoro è stato svolto come progetto di tesi a cura di Francesca Coccolo.
Il restrauro è stato preceduto da una campagna diagnostica, in particolare la tomografia computerizzata ha permesso di visualizzare la struttura interna, decifrandone i sistemi di vincolo. Inoltre, le indagini ultraviolette e FT-IR (infrarosso) sono state indispensabili per individuare le sostanze superficiali e indirizzare le operazioni di pulitura.
Restauro
L'intervento ha previsto lo smontaggio del fusto dal basamento. É seguita la pulitura dai depositi di polvere e sporco superficiale con pennelli e micro-aspiratore.
L'opera è stata quindi sottoposta a trattamento antitarlo con apposito prodotto, avendo cura di effettuare un intervento localizzato con iniezioni puntuali sulle superfici decorate con tarsia. Gli elementi metallici, invece, sono stati trattati con inibitori di ruggine.
Successivamente sono stati eseguiti i consolidamenti delle cornici lignee distaccate con applicazioni di colla e pressione e delle parti di tarsia sollevate. Questa operazione ha richiesto particolare attenzione poichè il riposizionamento degli elementi è avvenuto su una superficie curva.
Successivamente è stata eseguita una pulitura della superficie volta a eliminare i depositi coerenti, gli aloni, le gore e a mantenere il film protettivo.
Infine, sono state eseguite le operazioni di integrazione estetica, eseguite con stucco a base di cera per le piccole lacune della tarsia e con un abbassamento tonale ad acquerelli per le lacune più estese. Le lacune di vernice sono state integrate con ritocchi a gommalacca.
Infine, su tutta la superficie è stato steso un protettivo.
Bibliografia
- F. Coccolo, Studio interdisciplinare finalizzato all’intervento di restauro di colonna lignea del gabinetto etrusco di Gabriele Capello, Castello di Racconigi, tesi di laurea in Conservazione e Restauro dei beni culturali, Università degli Studi di Torino, prof. Claudia Lombardo, a.a. 2011-2012;
- F. Coccolo, Studio interdisciplinare finalizzato all'interento di restauro di una colonna lignea del Gabinetto Etrusco del Castello di Racconigi, in Cronache 5. Estratti dalle tesi di laurea Magistrale del Corso quinquennale a Ciclo Unico in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, Editris, Torino, 2014, pp. 53- 59;
- F. Coccolo, J. Schiavone, C. Lombardo, C. Ricci, M. Martini, L'analisi tomografica eseguita su due colonne lignee provenienti dal Gabinetto Etrusco del Castello di Racconigi: interpretazione dei dati tomografici e progettazione di un intervento di restauro conservativo, in Cronache 4. Il progetto neu-ART. Studi e applicazioni. Neutron and X-ray tomography and imaging for cultural heritage, a cura di M. Nervo, Torino, Editris, 2013, pp. 106-112.


















