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Archivio CCR

59mc01-DG-2008_Torino, Galleria Sabauda, P. Caliari (Veronese), Cena a casa di Simone, inv. 452
Relazione tecnica indagini multispettrali

59mc01-DG-2008_Torino, Galleria Sabauda, P. Caliari (Veronese), Cena a casa di Simone, inv. 452



Descrizione facilitata: 
 

La cena in casa di Simone è un grande dipinto su tela. 
Il pittore Paolo Caliari detto Veronese ha realizzato il dipinto verso la metà del 1500. 
Il dipinto è conservato alla Galleria Sabauda di Torino. 
Gli scienziati del Centro di Venaria hanno fatto analisi scientifiche sul dipinto nel 2008. 
Nel 2008 il dipinto era stato trasportato presso i laboratori di Venaria insieme ad altri dipinti di artisti veneti.
I dipinti sono stati trasportati a Venaria durante lo spostamento della Galleria Sabauda nella nuova sede. 
Gli scienziati hanno fatto analisi con differenti tipi di illuminazione. 
Gli scienziati hanno visto il disegno preparatorio sotto lo strato di pittura e alcuni piccoli cambiamenti della scena (il braccio del personaggio a sinistra con il piatto era in un'altra posizione). 
Gli scienziati hanno studiato i colori utilizzati dall'artista e i restauri del passato. 

 

 

 

 

Abstract intervento: 

 

Diagnostica

Il dipinto Cena a casa di Simone è rientrato nell'ambito di una campagna diasgnostica eseguita su 6 opere di maestri veneti appartenenti alla Galleria Sabauda. I dipinti, infatti, si trovavano presso i laboratori del Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale" in attesa di essere trasferiti nella manica Nuova di Palazzo Reale, nuova sede della Galleria Sabauda. I risultati della campagna diagnostica e del restauro di due tele (Il ratto delle Sabine di Francesco da Ponte e La regina di Saba offre i doni a Salomone di Veronese) sono stati presentati nel corso della mostra Il Veronese e i Bassano. Grandi artisti veneti per il Palazzo Ducale di Torino (Reggia di Venaria, 12 ottobre 2013 - 2 febbraio 2014).
Oltre alle riprese in luce radente sono state svolte analisi multispettrali (infrarosso in bianco e nero, infrarosso in falso-colore, fluorescenza ultravioletta, radiografia digitale). 
L'infrarosso in bianco e nero ha permesso di individuare il disegno preparatorio a pennello e la presenza di qualche pentimento (braccio dell'uomo con vassoio sotto le colonne a sinistra), mentre l'infrarosso in falso-colore ha consentito l'individuazione della tavolozza pittorica utilizzata dall'artista.
L'analisi ultravioletta, invece, ha permesso di riconoscere la tonalità bluastra della vernice simile a quella delle resine sintetiche e la presenza di ritocchi e ridipinture.
Infine, l'analisi radiografica ha permesso di studiare la composizione dell'opera e di notare le maggiori dimensioni della figura con il vassoio a sinistra e della testa del Cristo.

 

Bibliografia

M. Cardinali, P. Buscaglia, M. C. Canepa, V. Parlato, Gli interventi di conservazione e restauro, in Il Veronese e i Bassano. Grandi artisti veneti per il Palazzo Ducale di Torino (catalogo), a cura di A. M. Bava, L'artistica, Savigliano, 2013.