Archivio CCR
59mc02-DG-2008_Torino, Galleria Sabauda, P. Caliari (Veronese), Mosè salvato dalle acque, inv. 458
Descrizione facilitata:
Mosè salvato dalle acque è un grande dipinto su tela.
Il pittore Paolo Caliari detto Veronese ha realizzato il dipinto verso la fine del 1500.
Il dipinto è conservato alla Galleria Sabauda di Torino.
Gli scienziati del Centro di Venaria hanno fatto analisi scientifiche sul dipinto nel 2008.
Nel 2008 il dipinto era stato trasportato presso i laboratori di Venaria insieme ad altri dipinti di artisti veneti.
I dipinti sono stati trasportati a Venaria durante lo spostamento della Galleria Sabauda nella nuova sede.
Gli scienziati hanno fatto analisi con differenti tipi di illuminazione.
Gli scienziati hanno visto alcuni piccoli cambiamenti della scena sotto lo strato di pittura (posizione del volto della figlia del faraone al centro con la'bito bianco).
Gli scienziati hanno studiato i colori utilizzati dall'artista.
Hanno studiato la parte in alto del dipinto dove si trova una striscia di tela aggiunta in anni successivi per ingrandire il dipinto.
Abstract intervento:
Diagnostica
Il dipinto Mosè salvato dalle acque è rientrato nell'ambito di una campagna diasgnostica eseguita su 6 opere di maestri veneti appartenenti alla Galleria Sabauda. I dipinti, infatti, si trovavano presso i laboratori del Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale" in attesa di essere trasferiti nella manica Nuova di Palazzo Reale, nuova sede della Galleria Sabauda. I risultati della campagna diagnostica e del restauro di due tele (Il ratto delle Sabine di Francesco da Ponte e La regina di Saba offre i doni a Salomone di Veronese) sono stati presentati nel corso della mostra Il Veronese e i Bassano. Grandi artisti veneti per il Palazzo Ducale di Torino (Reggia di Venaria, 12 ottobre 2013 - 2 febbraio 2014).
Sul dipinto, oltre alle riprese in luce radente sono state svolte analisi multispettrali (infrarosso in bianco e nero, infrarosso in falso-colore, fluorescenza ultravioletta, radiografia digitale).
L'infrarosso in bianco e nero non ha evidenziato la presenza di disegno, ma di alcune linee di rinfrozio e di qualche ripensamento (posizione del volto della figlia del faraone).
L'infrarosso in falso-colore ha consentito l'individuazione della tavolozza pittorica utilizzata dall'artista, in particolare ha reso evidente la striscia di ampliamento nella parte alta del dipinto.
L'analisi in fluorescenza ultravioletta, invece, ha permesso di osservare la forte disomogeneità della vernice.
Infine, l'analisi radiografica ha permesso di rilevare alcuni pentimenti cromatici sul volto della figlia del faraone e su quello della donna dietro.
Bibliografia
M. Cardinali, P. Buscaglia, M. C. Canepa, V. Parlato, Gli interventi di conservazione e restauro, in Il Veronese e i Bassano. Grandi artisti veneti per il Palazzo Ducale di Torino (catalogo), a cura di A. M. Bava, L'artistica, Savigliano, 2013.


















