
Si è concluso il restauro della Fontana del melograno del Castello di Issogne (AO), uno dei manufatti più rappresentativi del complesso monumentale valdostano e tra le più preziose testimonianze dell’arte tardogotica a livello europeo.
Collocata al centro della corte d’onore del castello, la fontana del melograno costituisce da secoli il fulcro simbolico della residenza della famiglia Challant. L’albero in ferro battuto, con le sue foglie di rovere e i frutti di melograno, rappresenta un’opera di straordinaria complessità simbolica ed esecutiva. Nel 1911 Alfredo d’Andrade la scelse come modello per la fedele riproduzione realizzata per l’Esposizione storico-archeologica ed artistica di Roma, che dal 1928 fu definitivamente sistemata presso la Rocca medievale del Valentino a Torino, contribuendo alla sua fortuna critica. Secondo la tradizione, la fontana sarebbe stata fatta realizzare da George di Challant in occasione delle nozze del cugino Philibert di Challant-Aymavilles con Louise d’Aarberg, celebrate nel 1502.
L’intervento, affidato al Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale” sotto la supervisione della Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta, è nato dall’esigenza di affrontare un complesso quadro conservativo. Il progressivo dissesto del terreno aveva compromesso la stabilità della vasca lapidea ottagonale ornata da medaglioni scolpiti, mentre l’albero metallico presentava diffusi fenomeni di ossidazione, rilevanti alterazioni superficiali, rigonfiamenti e processi di esfoliazione che, nei punti più vulnerabili, mettevano a rischio la conservazione del manufatto.
L’obiettivo prioritario del progetto di recupero è stato di garantire la sicurezza strutturale in particolare dell’albero in ferro, affiancando agli interventi conservativi un’approfondita attività di studio e documentazione. Il restauro è stato infatti preceduto da una campagna di rilievo fotografico e fotogrammetrico dell’intera struttura e da indagini diagnostiche condotte in collaborazione con i laboratori scientifici della Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Valle d’Aosta, finalizzate alla caratterizzazione delle finiture metalliche e delle malte.
L’intervento ha restituito alla Fontana del melograno condizioni di maggiore stabilità e leggibilità, assicurandone la conservazione nel tempo, attraverso un approccio interdisciplinare che integra restauro, ricerca scientifica e documentazione.





















