
Sono iniziati i lavori del Nuovo Polo Scientifico del Centro, dedicato alla ricerca scientifica e alla diagnostica applicata alla conservazione dei beni culturali.
Il progetto è un ulteriore passaggio strategico nel percorso di sviluppo del Centro. Il nuovo polo sorge negli spazi dell’ex Galoppatoio La Marmora: un edificio storico della Regione Piemonte, che, grazie a un’importante riqualificazione, si trasforma da spazio dismesso a infrastruttura di ricerca di livello internazionale. Un progetto che rafforza il legame tra il Centro, la città di Venaria Reale e il territorio.
Scienza, Restauro e Innovazione per trasmettere le opere d’arte alle future generazioni.
Qui nascerà la sede del nuovo polo che renderà visibile il costante progresso scientifico del Centro nel panorama internazionale.
Un’infrastruttura per la scienza della conservazione
Il progetto si sviluppa su circa 600 metri quadrati destinati a laboratori di nuova generazione per la ricerca interdisciplinare e aree per la formazione.
Il Polo è concepito come un ecosistema aperto alla collaborazione e pensato per accogliere ricercatori, studenti, professionisti e partner istituzionali in un’ottica di innovazione condivisa
Spazi, competenze e strumentazione
I nuovi ambienti sono progettati per potenziare l’attività diagnostica e operativa attraverso:
- Tecnologie avanzate: strumentazioni per analisi spettroscopiche, cromatografiche, di mapping e imaging;
- Mobilità: integrazione di strumentazioni mobili per campagne diagnostiche in situ;
- Capitale umano: rafforzare il capitale umano e le competenze scientifiche interne;
- Networking: sinergia tra restauratori, ricercatori, istituzioni internazionali;
- Sviluppo: supporto a progetti innovativi e imprese del settore dei beni culturali.
Ricerca, territorio, futuro
Questo traguardo consolida il ruolo del Centro come punto di riferimento per la ricerca applicata alla conservazione del patrimonio culturale.
Un progetto che unisce riqualificazione urbana, sviluppo scientifico e valorizzazione del territorio, contribuendo alla crescita di un ecosistema culturale e di ricerca aperto, interdisciplinare e orientato al futuro.
Sostenere questo progetto significa investire su un’infrastruttura destinata a diventare patrimonio di tutti, valorizzando il lavoro di chi ogni giorno si prende cura della storia e promuove il territorio come luogo di sviluppo sostenibile

























