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Polo Scientifico per la Ricerca
e la Diagnostica Applicata al Patrimonio Culturale

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Sta nascendo il nuovo Polo Scientifico del Centro: uno spazio dedicato alla ricerca e alla diagnostica avanzata per i beni culturali. Negli storici ambienti dell’ex Galoppatoio La Marmora è attivo da alcuni mesi il cantiere che darà nuova vita a un edificio fino ad oggi dismesso, trasformandolo in un’infrastruttura di ricerca di respiro internazionale. Un progetto che rafforza il legame tra il Centro, la città di Venaria Reale e il territorio.

Il Polo Scientifico sarà un luogo in cui scienza e innovazione si integrano in un sistema di competenze interdisciplinari, con l’obiettivo di sviluppare strumentazioni e metodologie sempre più evolute per approfondire la conoscenza delle opere e supportare gli interventi di conservazione e restauro. Un approccio che pone particolare attenzione alla sostenibilità e alla valorizzazione consapevole del patrimonio culturale.

Al centro, un ecosistema aperto alla collaborazione, costruito attraverso partnership strategiche con enti di ricerca, università e aziende, per dare vita a progetti condivisi nei campi della ricerca scientifica e dello sviluppo tecnologico. In questo contesto, il Polo si configura come uno spazio in cui idee, competenze e strumenti d’avanguardia si incontrano, generando nuove prospettive per lo studio e la tutela delle opere.

FRUGIS

“Il progetto del nuovo Polo Scientifico del CCR – sottolinea Alfonso Frugis, Presidente del CCR – è stato uno dei miei obiettivi primari per consolidare il ruolo del Centro come polo di eccellenza internazionale, potenziandone le capacità scientifiche e operative e rafforzando la leadership dell’Italia nella conservazione e nella ricerca applicata ai beni culturali. È il risultato di una strategia di lungo periodo, che rafforza la nostra natura di istituto di innovazione nel campo dei beni culturali che, ci auguriamo, genererà impatti positivi per il territorio sul piano culturale, economico e sociale. Siamo onorati di constatare che l’impegno a sostenere il progetto da parte della Regione Piemonte, prima, e del Ministero della Cultura, poi, confermi il riconoscimento del valore del Centro”.

pozzi

“La nascita del nuovo Polo Scientifico segna un momento cruciale nella storia del Centro – afferma Federica Pozzi, Direttrice dei Laboratori Scientifici del CCR. È un progetto pensato per ampliare l’accesso alla diagnostica e consolidare le competenze del CCR in ambito tecnico-scientifico, anche attraverso la costruzione di una rete di partnership strategiche sul territorio, a livello italiano e internazionale. Più che una semplice infrastruttura, è l’espressione di una visione condivisa, fondata su innovazione, collaborazione e sostenibilità, con l’obiettivo di contribuire in modo concreto, duraturo e responsabile al futuro della conoscenza e della tutela del patrimonio culturale”.

Anche tu puoi sostenere il progetto per la realizzazione del nuovo Polo Scientifico del CCR!

Un cantiere in evoluzione

La ristrutturazione interesserà una superficie di circa 600 mq. Al piano terra prenderanno posto otto laboratori all’avanguardia e uno spazio centrale a scopo espositivo e divulgativo, aperto anche al pubblico. Il piano superiore ospiterà una sala riunioni, una biblioteca, uffici open space e aree dedicate al networking. Il cantiere non è solo un intervento edilizio: è un percorso di crescita che unisce progettazione e visione strategica.

Competenze e tecnologie per i beni culturali

Il Polo Scientifico è concepito come un ecosistema aperto alla collaborazione, pensato per accogliere studenti, ricercatori, professionisti del settore e partner istituzionali. L’attività diagnostica sarà potenziata attraverso tecnologie avanzate, competenze altamente specializzate, servizi dedicati a restauratori e operatori culturali, sinergie con esperti e istituzioni internazionali, e supporto a progetti e imprese del territorio.

Una nuova infrastruttura di ricerca

Il Polo Scientifico sarà un hub multidisciplinare dove tecniche di imaging avanzate, strumentazioni per l’analisi di materiali in tracce e sistemi mobili per indagini sul campo si intrecciano con l’esperienza dei ricercatori, creando un laboratorio dinamico per studiare a fondo le opere e supportarne la conservazione, promuovendo un approccio alla conoscenza del patrimonio culturale sempre più approfondito e sostenibile.