Il settore dei manufatti tessili opera in un ampio campo di applicazione che spazia dai tessuti archeologici, agli arazzi, ai tappeti, alle tappezzerie, alle opere in pelle e cuoio, ai rivestimenti tessili di arredi fino agli abiti e accessori di moda, alle opere etnoantropologiche in piume e materiale organico.

Il laboratorio è dotato di ampi spazi per il restauro di parati tessili di grandi dimensioni. Nel caso l’intervento conservativo preveda il lavaggio degli arazzi, è stato progettato un sistema mobile di vasche che può essere allestito in diversi ambienti del Centro, a seconda delle necessità.

Le attività di studio e conservazione sono sempre caratterizzate da un’approfondita analisi del contesto di ricollocazione delle opere. Le modalità espositive e di immagazzinaggio dei manufatti tessili sono infatti sempre parte integrante degli interventi progettati e realizzati dal laboratorio, in collaborazione con i musei e le soprintendenze.

Il laboratorio opera assiduamente nei progetti di conservazione preventiva e nelle attività a supporto delle residenze storiche, attraverso le molte collaborazione attivate negli anni con le diverse residenze sabaude, il FAI – Fondo Ambiente Italiano e ICOM Italia.

Direttore dei laboratori
Michela Cardinali

Vice direttore dei laboratori
Roberta Genta

Responsabile della progettazione
Daniela Russo

Coordinatore
Roberta Genta

Restauratori
Chiara Tricerri

Storico dell’arte
Stefania De Blasi

img arazzo loreto
Manifattura di Bruxelles su disegno di Raffaello Sanzio
Arazzo con la Madonna del Divino Amore, 1538
Loreto, Museo del Tesoro della Santa Casa

Nell’ambito di un cantiere di manutenzione straordinaria sugli arazzi di derivazione raffaellesca delle collezioni del Museo del Tesoro della Santa Casa di Loreto, è emersa la necessità di intervenire più puntualmente sull’arazzo cosiddetto della Madonna del Divino Amore. Le operazioni di microaspirazione della superficie tessile e di consolidamento dei degradi hanno consentito di effettuare in sicurezza la movimentazione dell’arazzo in occasione del prestito alla mostra di San Paolo del Brasile “Rafael e a definçãoda beleza. Da Divina Proporção a Graça”, svoltasi a fine 2018.

img baldacchino
Trono e baldacchino per il Re d’Italia
Manifattura italiana, 1835 ca.
Roma, Palazzo del Quirinale

Il trono e il baldacchino, esposti alla mostra “Dalle Regge d’Italia”, organizzata alla Reggia di Venaria, vennero realizzati per Maria Luigia di Parma e trasferiti prima a Firenze e poi a Roma. Il complesso venne poi smontato nel 1946, rimontato per una breve esposizione e ricollocato in seguito nei depositi del palazzo. Il restauro ha dovuto quindi tenere conto dei numerosi rimontaggi, adattamenti e inevitabili trasformazioni delle parti lignea e tessile. L’intervento si è concentrato particolarmente sul delicato velluto di seta cremisi con applicazioni a ricamo in filato metallico del trono. Il tessuto, abraso e infragilito, lasciava a vista il grigio del fondo. La scelta è stata quella di applicare un rivestimento di crêpeline di seta appositamente tinta per correggere i difetti di lettura della cromia originale senza intervenire in modo invasivo con punti ad ago sul tessuto di fondo.