Il laboratorio dedicato ai dipinti su tela è lo spazio più grande presente all’interno del Centro, progettato per accogliere e lavorare sui grandi formati.

Si è specializzato nello studio e nel recupero conservativo di cicli pittorici su tela, nuclei collezionistici e quadrerie, come i dipinti destinati all’allestimento della Sala di Diana nella Reggia di Venaria e la quadreria dell’Oratorio della Compagnia di San Paolo.

Nel corso degli anni importante è l’esperienza maturata sulla pittura veneta di Cinque e Seicento grazie ai numerosi interventi su opere di TintorettoVeronese, Bassano, Palma il Giovane.

Negli ultimi anni è stato possibile consolidare l’esperienza su tele di grande formato: la monumentale Ultima Cena di Giulio Cesare Procaccini, della Basilica della SS. Annunziata del Vastato di Genova, ha previsto un articolato e complesso intervento durato quasi 3 anni.

Non meno significativa è l’attività su polittici e dipinti su tavola che ha consentito al laboratorio di misurarsi e specializzarsi nello studio tecnico-scientifico della pittura piemontese di inizio Cinquecento, grazie all’intervento su opere di Defendente Ferrari e Gerolamo Giovenone.

Direttore dei laboratori
Michela Cardinali

Vice direttore dei laboratori
Roberta Genta

Responsabile della progettazione
Daniela Russo

Coordinatore
Cristina Catanzaro

Restauratori
Alessandra Destefanis, Alessandro Gatti, Soledad Mamani, Valentina Parlato, Davide Puglisi

Storico dell’arte
Marianna Ferrero

da cortona
Giovanni Battista Beinaschi 
Gesù fra i dottori, 1675-1680
Direzione regionale Musei Piemonte, Castello di Racconigi

Sulla base del confronto con altre opere del pittore, l’attribuzione a Giovanni Battista Beinaschi è stata avanzata da Rossana Vitiello, funzionario storico dell’arte che ha diretto i primi interventi di restauro, e proposta nel 2010 in occasione della mostra Memorie del Sacro nelle collezioni del Castello di Racconigi
A causa delle sue «condizioni di deperimento», nel 1923 il quadro viene inserito nell’elenco dei beni da scartare conservati al Castello di Moncalieri, dove si trovava sicuramente dall’inizio del secolo; tra gli anni trenta e quaranta del Novecento entra nelle raccolte del Castello di Racconigi. Il restauro condotto dal Centro ha previsto una prima fase di studio e intervento nell'ambito dell'attività didattica del Corso di Laurea; grazie alla collaborazione tra la Direzione regionale Musei Piemonte e il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude è stato possibile completare il recupero dell'opera e della sua leggibilità figurativa.  

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beinaschi
Atelier di Pietro Berrettini detto da Cortona 
La Sibilla annuncia ad Augusto l’avvento di Cristo, 1660-1670
Direzione regionale Musei Piemonte, Castello di Racconigi

L’opera è una replica fedele della tela di analogo soggetto oggi al Musée des Beaux Arts di Nancy, dipinta da Pietro da Cortona negli anni cinquanta del Seicento su commissione di Louis Phélypeaux de La Vrillière per l’Hôtel de Toulouse a Parigi. 
Il dipinto è la più piccola delle tre versioni attualmente note del quadro di Nancy: le altre due sono alla Royal Collection di Hampton Court e al Ringling Museum di Sarasota. Dopo un passaggio documentato nelle collezioni del Castello di Moncalieri, il dipinto arriva al Castello di Racconigi tra gli anni trenta e quaranta del Novecento. Il restauro condotto dal Centro ha previsto una prima fase di studio e intervento nell'ambito dell'attività didattica del Corso di Laurea; grazie alla collaborazione tra la Direzione regionale Musei Piemonte e il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude è stato possibile completare il recupero dell'opera e della sua leggibilità figurativa.  

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Jacopo Negretti (detto Palma il Giovane)
La Battaglia di Lepanto, post 1571
Verbania (VB), Villa San Remigio

Le ampie dimensioni (675x335x15 cm) dell’opera facente parte delle collezioni d’arte di Villa San Remigio (Verbania) hanno comportato una opportuna e congeniale gestione degli spazi del Laboratorio di Tele e Tavole.  Il dipinto su tela di Jacopo Negretti detto Palma il Giovane (Venezia 1544-1628) raffigurante la Battaglia di Lepanto, della seconda metà del XVI secolo, è divenuto infatti una sfida interessante sia a livello conoscitivo sia di restauro. L’opera è giunta a noi ridimensionata notevolmente in altezza e fortemente compromessa a livello di superficie pittorica.

Le diverse fasi di intervento, che si stanno concludendo, hanno riguardato non solo la pulitura di tutta la superficie con conseguente consolidamento, ma anche un nuovo tensionamento, la fornitura di una più appropriata struttura di sostegno a cui si è sommata una capillare integrazione cromatica che ha restituito tutte le caratteristiche e le molteplici varietà, accreditando il pittore veneziano come un vero e proprio “maestro del colore”.

img procaccini
Giulio Cesare Procaccini
Ultima Cena, 1618
Genova, Chiesa della SS. Annunziata del Vastato

Le grandi dimensioni dell’opera, circa 40 metri quadri di superficie pittorica, e la complessità del suo restauro sono stati un’occasione straordinaria di lavoro per il laboratorio di tele: oltre ai 9 restauratori del Centro, l’intervento ha coinvolto 4 ex allievi del Corso di Laurea. L’opera infatti è stata preliminarmente studiata e il restauro avviato con 2 tesi di laurea che hanno affrontato principalmente i problemi legati al supporto e alla metodologia di pulitura.

Il dipinto era stato rimosso d’urgenza dalla controfacciata della chiesa genovese perché si era verificato un pericoloso distacco della tela di foderatura: è arrivato al Centro nel 2014 e ha lasciato i laboratori a fine 2017 per essere esposto alla mostra delle Galleria d’Italia di Milano “L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri”.